“Non sapevo delle minacce”. “Grillo e Casaleggio non erano informati della riunione di luglio”. “Non riteniamo Rosa Capuozzo una camorrista”. “Il consigliere indagato è stato espulso per motivi politici perché non aveva ricevuto avvisi di garanzia”. “Abbiamo saputo dell’abuso edilizio della sindaca dopo la pubblicazione del plico”. Sono queste alcune delle risposte che il deputato del direttorio M5s e presidente della Vigilanza Rai Roberto Fico ha dato davanti alla commissione Antimafia in merito al caso Quarto (Napoli). A replicare al parlamentare è stata la presidente Rosy Bindi: “Questo caso insegna a tutti che si può e si deve fare meglio. E anche in questo caso è stata la magistratura a fare il primo passo”.

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Fico davanti ai colleghi ha risposto alle domande e ricostruito gli avvenimenti delle scorse settimane: “Il sindaco di Quarto non mi ha mai detto di minacce o ricatti, né mi ha mai trasferito quella sensazione. Né io ho la palla di vetro”. La sindaca dimissionaria Rosa Capuozzo è stata cacciata dal Movimento 5 stelle in seguito alle polemiche per l’indagine della Dda di Napoli sui tentativi di infiltrazione della Camorra nel Comune già commissariato due volte in passato. Un ex consigliere M5s Giovanni De Robbio è indagato per corruzione elettorale e tentata estorsione alla sindaca con l’aggravante mafiosa.

La prima cittadina Capuozzo ai pm ha detto di aver “parlato subito a Fico delle pressioni e di aver chiesto l’espulsione di De Robbio già a luglio senza che ci fossero effetti”. Sentita in Antimafia ha precisato di “avergli chiesto un intervento per motivi politici”, perché lei non si è mai sentita minacciata. “Della riunione di luglio a Quarto non era informato Grillo né Casaleggio“, ha continuato Fico davanti alla commissione. “Era normale amministrazione”. Rispondendo a una domanda ha anche difeso la sindaca: “Non riteniamo Rosa Capuozzo una camorrista, anche solo associare la camorra al sindaco mi dispiace. L’espulsione nasce perché dopo il 23 dicembre abbiamo pensato che se anche un solo voto fosse stato inquinato, faceva dire alla Capuozzo, dimettiti, ci dimettiamo e facciamo sì che gli elettori ritornino al voto”. Quanto alla vicenda dello stadio di Quarto, per Fico, Capuozzo “non voleva punire una associazione ma riprendere sotto il controllo pubblico lo stadio, riducendo il costo per tutti. Non ho visto elementi di stranezza”.

L’espulsione di De Robbio è avvenuta dopo il primo interrogatorio della sindaca Capuozzo del 25 novembre scorso. Fico in audizione ha detto: “La motivazione con cui il consigliere è stato espulso dal M5S sono i contrasti politici, anche in relazione allo stadio di Quarto. Non è stato espulso per altre ragioni perché non aveva ricevuto alcun avviso di garanzia“. Il deputato e membro del direttorio ha anche riconosciuto di aver scoperto del presunto abuso edilizio della Capuozzo (il marito è indagato) dopo che le foto e un dossier anonimo è stato pubblicato sui giornali: “Abbiamo saputo che il sindaco Capuozzo viveva in un immobile abusivo all’arrivo del plico. Prima del 30 ottobre non ne sapevamo niente”. Proprio le immagini della casa erano lo strumento, secondo le accuse della Procura, con cui la sindaca veniva ricattata da De Robbio.

Fico ha voluto poi evidenziare la “reazione” dei 5 Stelle davanti al caso: “Se tutte le forze politiche avessero dato negli ultimi 30 anni la stessa risposta che il M5S ha dato a Quarto ai tentativi di infiltrazione camorristica, forse vivremmo in un’Italia migliore e più pulita”. Secondo il deputato grillino la colpa sarebbe stata anche di come sono stati raccontati i fatti sui media: “Viviamo in un momento terribile per il giornalismo: la tv è un mezzo pericoloso, crea sudditanza psicologica mentre i cittadini non devono sentirsi sudditi di nessuno. Il giornalista deve avere grande onestà intellettuale, deve essere come il medico, si è voluto infangare, senza riuscirci. Serve una riflessione ampia, un cambiamento culturale”.

A rispondere a Fico è stata la presidente della commissione Rosy Bindi: “Questo caso insegna a tutti che si può e si deve fare meglio, anche a chi ritiene di lavorare bene. Ce lo lasciamo come consegna per tutte le forze politiche. Il Movimento Cinque stelle ha fatto della lotta alle mafie una delle sue bandiere più forti: cosa non ha funzionato a Quarto?”. Bindi ha premesso di non voler “mettere sul banco degli imputati questo o quel movimento, questo o quel partito, ma per capire” come il caso di Quarto, che ha portato alle dimissioni dell’ex M5S Rosa Capuozzo da sindaco, “sia stato possibile. E anche in questo caso è stata la magistratura a fare il primo passo“.