Dopo l’iniziale reazione moderata alla sconfitta, Donald Trump torna all’attacco. A un giorno dai caucus in Iowa, in cui ha vinto Ted Cruz, il magnate ha accusato l’avversario di aver rubato la vittoria e ha chiesto un altro voto o l’annullamento della votazione. Con una serie di messaggi su Twitter, Trump ha ribadito che il risultato delle primarie in Iowa è stato contaminato perché prima del voto il senatore del Vermont aveva deliberatamente diffuso notizie false su un eventuale prossimo ritiro dalle primarie di Ben Carson.

“Ted Cruz non ha vinto, ha rubato“, twitta Trump. “Molta gente ha votato per Cruz piuttosto che Carson a causa di questa frode”, spiega in un altro tweet. “Questo è il motivo per cui tutti i sondaggi erano così sbagliato e perché ha ottenuto molti più voti del previsto”, aggiunge ancora Trump che conclude la serie di messaggi: “Sulla base della frode commessa dal senatore Ted Cruz durante il caucus dell’Iowa o si deve tenere una nuova elezione o devono essere annullati i risultati”. In un altro tweet, il miliardario newyorkese ha detto Cruz aveva mentito circa il suo parere del programma di assistenza sanitaria del presidente Barack Obama.

Ora, archiviato l’Iowa, il rivale più temuto dagli altri candidati dell’establishment repubblicano è ora il sorprendente Marco Rubio. Giunto terzo con il 23% e 7 delegati, alle spalle di Cruz (28% e 8 delegati) e ad un soffio dal miliardario newyorchese (24% e 7 delegati), sarà proprio il senatore della Florida il bersaglio preferito del trio composto da Jeb Bush, Chris Christie e John Kasich.

Le prime avvisaglie, come riporta il Washington Post, già ci sono state con l’attacco sferrato martedì sera da Christie, proprio dal New Hampshire, che il 9 febbraio sarà la prossima tappa delle primarie. “Forse dovrà fare qualcosa di più che stare 40 minuti su un palchetto a ripetere un discorsetto imparato a memoria”, ha detto il governatore del New Jersey parlando di Rubio e prendendolo in giro per l’atteggiamento sempre controllato che assume in pubblico. “Questa non è un’elezione per il consiglio studentesco, è l’elezione per la presidenza degli Stati Uniti”, ha incalzato Christie che ha invitato Rubio, “il ragazzo nella bolla”, a “uscire dalla bolla”.

Anche Jeb Bush ha ampliato il raggio d’azione dei suoi attacchi oltre la consueta linea del fuoco rappresentata da Trump, coinvolgendo sia il 44enne Rubio che il 45enne Cruz. Nessuno dei due, per l’ex governatore della Florida ha “l’esperienza di vita” necessaria per fare il presidente della prima potenza mondiale. Nessuno dei due, ha insinuato, metterebbe da parte le proprie ambizioni per il bene comune.

Il fatto è che nelle ultime sei settimane tutti e quattro i candidati dell’establishment del Gop (Bush, Cruz, Christie e Kasich) hanno guardato al New Hampshire come il vero terreno di scontro per definire i rapporti di forza tra di loro. Tutti i calcoli sono però stati sconvolti dalla performance di Rubio nell’Iowa, dove i tre candidati con esperienza di governatori (Bush, Christie e Kasich) hanno avuto risultati assai deludenti, mentre Rubio è riuscito a piazzarsi ad appena un punto percentuale da Trump.

“Marco Rubio per la prima volta in questa campagna controlla il suo destino”, ha detto a Politico.com Josh Holmes, ex capo dello staff di Mitch McConnell, leader della maggioranza repubblicana al Senato. “Se farà un buon risultato in New Hampshire, sarà difficile non vedere un rapido consolidamento della sua campagna”, ha aggiunto. Gli altri candidati sono avvertiti.