Io nei prossimi giorni farò un flash mob davanti a Ikea. Prenderò uno di quei mobiletti di scarsa qualità che costano poco. Poi chiamerò il direttore della filiale e dimostrerò che è impossibile montare quel mobiletto con una coppia di brugole o una coppia di bulloni. Ma servono una brugola e un bullone”. E’ la nuova “sfida” lanciata contro Ikea dal senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, dopo il suo durissimo monito pronunciato al Family Day all’indirizzo del colosso svedese dopo l’iniziativa pro unioni civili dell’azienda con lo slogan “celebriamo con un bacio l’idea di una famiglia aperta a tutti”. Ospite di Tagadà, su La7, il vicepresidente del Senato si rende protagonista di una polemica vivace con la firma politica de Il Corriere della Sera, Maria Teresa Meli, che obietta: “Purtroppo non siamo come Ikea, che vive in un Paese civile, dove non si sentono le stupidaggini che invece si sentono qui sul ddl Cirinnà. Ormai stiamo facendo non la figura di quelli che vivono nel Medioevo, ma peggio. Fate ridere. E non parli di maternità surrogata, che non c’è in questa legge. Stia zitto e non faccia confusione