A Roma battezzate tre gemelle di una coppia gay con l’ok del vescovo. Le bambine sono nate con fecondazione in vitro e maternità surrogata. Ad autorizzare il parroco, don Federico Tartaglia, è stato il vescovo di Porto e Santa Rufina, monsignor Gino Reali. Il battesimo è stato celebrato nella chiesa di San Sebastiano sull’Appia Antica. I genitori, due uomini, Simone Guiducci e Roberto Michelucci, stanno insieme da 9 anni. Commozione e incredulità per tutti i presenti, soprattutto per la nonna Patrizia, mamma di Simone: “Non credevo di trovare un sacerdote aperto in questo modo, anzi pensavo che non fosse neanche possibile battezzare le bambine”. Il viceparroco della chiesa dove è stato celebrato il rito ha sottolineato che “i bambini non hanno nessuna colpa e per questo a loro non va negato il sacramento”.

Una decisione, quella del parroco e del vescovo, motivata dalle posizioni espresse più volte da Papa Francesco che ha chiesto con estrema chiarezza di far cadere le “dogane pastorali” che impediscono in molti casi l’accesso ai sacramenti a chi ne ha diritto. Bergoglio ne ha parlato anche nel suo primo libro intervista, scritto insieme al vaticanista Andrea Tornielli, Il nome di Dio è misericordia. Nel volume Francesco ha raccontato di aver ricevuto recentemente una telefonata da una signora argentina: “Mi ha parlato di un caso appena accaduto nella sua città: un neonato di pochi giorni è morto senza battesimo, in una clinica. Il prete non ha lasciato entrare in chiesa i genitori con la bara del piccolo, ha voluto che si fermassero sulla porta, perché il bambino non era battezzato e, dunque, non poteva procedere oltre la soglia. Quando la gente si trova di fronte a questi brutti esempi, – ha sottolineato Bergoglio – in cui vede prevalere l’interesse o la poca misericordia e la chiusura, si scandalizza”.

Nel suo primo Natale da Papa, Francesco aveva dato subito un segnale di cambiamento battezzando la piccola Giulia, all’epoca di sette mesi, figlia di genitori non sposati in Chiesa ma soltanto civilmente. Un messaggio chiaro a quei parroci che, violando l’insegnamento della Chiesa ribadito più volte da Bergoglio, rifiutano il battesimo ai figli di genitori sposati soltanto al Comune. “Non vi sembra – aveva domandato in quella occasione il Papa – che nel nostro tempo ci sia bisogno di un supplemento di condivisione fraterna e di amore? Non vi sembra che abbiamo tutti bisogno di un supplemento di carità? Non quella che si accontenta dell’aiuto estemporaneo che non coinvolge, non mette in gioco, ma quella carità che condivide, che si fa carico del disagio e della sofferenza del fratello”. Ma Francesco ha sottolineato anche un altro aspetto importante scagliandosi duramente contro il listino dei prezzi per messe e sacramenti.

La notizia del battesimo delle tre gemelle di una coppia gay arriva mentre al Senato approda il ddl Cirinnà che regola le unioni fra persone dello stesso sesso disciplinando anche l’istituto delle adozioni. In particolare la polemica, dentro e fuori il Parlamento, riguarda la “stepchild adoption”, l’adozione del figlio acquisito, ovvero il meccanismo che permette a uno dei membri di una coppia di essere riconosciuto come genitore del figlio, biologico o adottivo, del compagno. Possibilità che il ddl Cirinnà sulle unioni civili prevede anche per le coppie omosessuali. Anche in questo caso, se il figlio non fosse stato già battezzato, non si dovrebbe mai negare il sacramento al bambino.

Twitter: @FrancescoGrana