Il nuovo Eden dei costruttori è l’Iran, dove si stima che il mercato delle auto arrivi a 2 milioni l’anno entro il 2020 e dove deve venire rinnovato un parco di 200.000 veicoli commerciali (leggeri, pesanti e bus), oltre un quarto entro 3-5 anni. Con la fine delle sanzioni internazionali scattata il 16 gennaio è ripresa la “corsa” verso il grande paese islamico, al quale erano stato imposto un progressivo isolamento economico a cominciare dal 2006. Anche se le misure contro l’Iran sono state eliminate appena due settimane fa, il mercato dell’automotive aveva già anticipato la “normalizzazione”. Nel 2014 erano stati venduti quasi 1,3 milioni di veicoli, contro gli 850.000 del 2013 e la produzione era schizzata del 47% a 1,090 milioni di unità, di cui 165.000 commerciali (leggeri, industriali e bus). E il trend è proseguito nel 2015: vendite a +15% nei primi due quadrimestri (725.500 veicoli) e produzione +14%.

L’industria aveva già fatto i conti con il ritorno dell’Iran sul palcoscenico globale: per il paese la fine delle sanzioni vale non soltanto la possibilità di esportare nuovamente il petrolio, di cui è il quarto produttore al mondo, ma anche di attirare capitali per investire nello sfruttamento dei giacimenti di gas naturale (seconda riserva al mondo dopo la Russia). Con il provvedimento varato il 16 gennaio, l’Iran può nuovamente disporre dei 100 miliardi di dollari “congelati” finora.
Diverse delegazioni di altissimo livello erano già state in Iran nei mesi scorsi: la Germania ci aveva mandato il vice cancelliere nonché ministro dell’economia Sigmar Gabriel, mentre l’Italia ci era arrivata con quasi 400 imprenditori “scortati” da vice ministri e funzionari. Fino a prima dell’embargo, Germania e Italia erano i due principali partner commerciali europei dell’Iran.

La prima nota ufficiale della ripresa delle attività è arrivata dalla divisione Trucks di Daimler, che aveva annunciato di aver siglato una lettera di intenti con i partner “storici”, cioè Iran Khodro Diesel (IKD), una controllata di Khodro Industrial Group con la quale collabora da cinquant’anni per la produzione (è il più grande costruttore di veicoli industriali della regione e nel paese ha una quota del 50%), e Mammut Group per la commercializzazione. Già entro la fine del primo trimestre, Daimer aprirà una sede di rappresentanza a Teheran. Le ipotesi della joint-venture includono il possibile rientro di Daimler nel capitale sociale della Iranian Engine Manifacturing CO.

FCA non ha diffuso alcuna nota ufficiale, ma Sergio Marchionne ha incontrato il presidente Hassan Rohani. Il gruppo italo americano è interessato a tornare a vendere nel paese, anche perché dispone di una ampia gamma di veicoli a metano (anche commerciali): l’Iran è uno dei grandi mercati di questo segmento. Considerato che Fiat Chrysler Automobiles è praticamente assente in Asia, l’ipotesi di investimenti nel paese anche per realizzare stabilimenti ed aprirsi nuove strade nel continente non è da escludere.

Con un comunicato Renault “riafferma che l’Iran è, dal 2003, un mercato di rilievo all’interno della sua strategia, che resta invariata ed è sempre stata caratterizzata da due parole d’ordine: costanza e calma”. I partner nel paese sono Iran Khodro (con la quale fabbrica Logan pick-up) e SAIPA (per Sandero) assieme ai quali la Losanga ha già prodotto circa mezzo milione di veicoli dal 2003 ad oggi grazie ad una joint-venture che va avanti “senza interruzione” da oltre un decennio. In Iran, le vendite del Gruppo sono cresciute del 56,1% rispetto al 2014, per un totale di 5.500 unità ed una quota di mercato del 4,8%.

Nove giorni dopo la fine delle sanzioni, DS, il terzo marchio del gruppo PSA dopo Peugeot e Citroën, ha inaugurato il primo DS Store del paese (nella foto in alto). Naturalmente a Teheran, la capitale. Il direttore generale dl brand transalpino, Yves Bonnefont, ha spiegato che DS entra in una fase imporante del proprio sviluppo internazionale e che “l’Iran è un Paese imprescindibile nel quadro del nostro obiettivo”. A cominciare da Theran verranno commercializzati due modelli, DS5 e DS6 in collaborazione con il gruppo ARIAN, distributore esclusivo del marchio. Quello della capitale iraniana è il primo DS Store (275 metri quadrati di superficie con fino a sei modelli in esposizione) del Medio Oriente, dove porta il fascino di Parigi e della sua moda.