Vis-à-vis concitato tra il filosofo Umberto Galimberti e Pippo Corigliano, scrittore ed ex portavoce dell’Opus Dei, durante Omnibus (La7), a proposito del Family Day e del ddl Cirinnà. Galimberti si esprime molto criticamente sulla manifestazione cattolica di domenica scorsa, dubitando sulla cifra di 2 milioni di partecipanti sbandierata dagli organizzatori: “La piazza, comunque, non è necessariamente un criterio di verità. Anche quando c’era Mussolini, le piazze erano piene, ma le cose che si dicevano lì non erano belle. La piazza non dice nulla di buono o di cattivo. I problemi vanno guardati in sé, non a partire dalla gente”. Poi loda il ddl Cirinnà, elencandone gli aspetti positivi: “A stabilire la relazione affettiva è l’amore, smettiamola di pensare che gli omosessuali siano sostanzialmente sessuali. Che la smettano di dire che la famiglia è fatta da un uomo e da una donna, perché questa è una visione fondamentalmente materialista, difesa dai cattolici che peraltro parlano sempre di spirito. Se il criterio dello stare insieme è semplicemente quello di fare figli, allora questo è il materialismo più bieco“. Corigliano demonizza la “lobby omosessuale” e il ’68: “Nel dopoguerra si stava tranquillissimi. Dal ’68 in poi si è cominciato col libero amore, il divorzio, l’aborto e ora si sta andando verso l’eutanasia. La famiglia naturale è bistrattata, è possibile che con la crisi economica ci stiamo a preoccupare che gli omosessuali possano avere dei figli? Tra l’altro, questi figli, una volta cresciuti e avendo fatto felici mamma e mamma o papà e papà, hanno poi dei problemi gravissimi“. Insorge Galimberti: “La smetta di occuparsi del ’68, son passati 50 anni. Se le dà fastidio il ’68, che è stato anche stragi e fascismo, buonanotte. E la smetta di dire che i figli degli omosessuali sono disturbati mentalmente. Le nostre famiglie sono così carine? Non ha mai pensato che spesso la famiglia è il luogo eminente della violenza? Vive solo nella sua ideologia?“. “Voi sociologi siete bravissimi a confondere le carte. Moderi le sciocchezze“, ribatte Corigliano. Il filosofo continua, esaltando l’importanza della tecnica e soffermandosi sull’utero in affitto: “Innanzitutto non è il tema del ddl Cirinnà, quindi smettetela di spaventare la gente. Ma poi io posso regalare un rene o il mio midollo spinale e un altro regala l’utero, non vedo questo grande problema. Ai cattolici vorrei ricordare di essere un po’ coerenti con se stessi: perché la tecnica non può intervenire in ordine alle nascite, poi quando uno muore volete la tecnica à gogo, come nel caso di Eluana Englaro?“. “Il paragone tra l’utero e il rene è veramente deficiente” – replica Corigliano – “il rene posso regalarlo, non affittarlo. Far adottare agli omosessuali dei figli, con tutto l’affetto per i gay, è una mostruosità. E la tecnica di cui parla Galimberti è la stessa tecnica di Hitler: va invece dominata dall’uomo. I sociologi sono pericolosi“. Il dibattito si fa serrato, quando il filosofo definisce “arcaica” la mente del suo interlocutore, citando Hegel e Cartesio e invitandolo a studiare. E aggiunge: “Rispetto a Ratzinger, papa Francesco ha messo avanti la persona e in secondo piano i principi. Il Giubileo della Misericordia è questo. Voi invece difendete i principi e non le persone. E così contraddite anche il Vangelo, perché Gesù Cristo dice che il sabato è fatto per l’uomo, non l’uomo per il sabato. E Kant dice che la morale è fatta per l’uomo, non l’uomo per la morale. Mettetevi d’accordo con voi stessi. Ma devo essere io a insegnarvi il Vangelo?“. Galimberti poi contesta duramente il voto segreto per il ddl Cirinnà: “Deriva da una lunga tradizione dovuta alla consuetudine cattolica, per cui i problemi di coscienza si risolvono nel chiuso del confessionale. Il voto segreto non è altro che la laicizzazione del confessionale. Se uno ha una coscienza, la tiri fuori con la sua faccia, Dio bono! Almeno si sa da chi siamo governati