Dopo quasi settant’anni di buche, roccia, sabbia e fango, è arrivata l’ora della pensione anche per l’antesignano dei fuoristrada made in England: il Defender. E con tutti gli onori, visto che per l’occasione la storica fabbrica di Solihull ha ospitato oltre 700 persone, tra dipendenti ed ex che negli anni si sono alternati alla catena di montaggio (ci vogliono 56 ore di lavoro per produrne uno), per salutare la produzione dell’ultimo esemplare: un Defender 90 Heritage Soft Top, naturalmente destinato non alla vendita, ma a un posto d’onore nel museo Land Rover. Anche perché col tempo chi lo costruiva ci si è affezionato a tal punto da coniare nomignoli per alcune delle sue parti: le cerniere delle porte sono diventate “orecchie di suino”, ad esempio, e il cruscotto una “cotoletta d’agnello”.

Il nome “Defender” in realtà è tale solo dal 1990, mentre fino a quel momento era stata semplicemente la Serie I: frutto dell’intuizione di due fratelli, Spencer e Maurice Wilks, che ne volevano fare un mezzo adibito soprattutto a utilizzi agricoli. Era il 1948, e il primo esemplare venne venduto al Salone di Amsterdam per 450 sterline. Per il numero 2 milioni, battuto lo scorso anno all’asta, ce ne sono volute oltre 400 mila. Una escalation difficile da immaginare. Così come il fatto che sarebbe passato in breve tempo dalle mani degli agricoltori a quelle della nobiltà e del jet set internazionale, visto che tra gli altri convinti possessori ci sono stati Winston Churchill, Steve McQueen, e persino la Regina Elisabetta. Il Defender debuttò anche al cinema con il film Born Free del 1966, sulla vita della leonessa Else: un incontro fortunato visto che ancora oggi il modello è impiegato dalla Born Free Foundation e dalla sua fondatrice Virginia McKenna OBE, che insieme al figlio Will Travers OBE ha partecipato anche al montaggio del Defender numero 2.000.000 di cui sopra.

Difficile dunque immaginare un futuro senza un’icona del genere. Anche se, stando alle parole del numero uno di Land Rover Ralph Spetz, non ce ne sarà bisogno: “Il Defender avrà un posto speciale nel nostro cuore, ma questa non è certo la sua fine. Abbiamo un passato glorioso da difendere e un futuro meraviglioso da conquistare”. Più chiaro di così.

Nella foto sotto, le concept DC100 presentate al Salone di Francoforte 2011.

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