Pioggia di stelline al teatro Sannazzaro, qualche giorno fa, (eh, mica folla da stadio) per la ricandidatura di Antonio Bassolino, detto anche il “Revenant”, il redivivo. A ventennio concluso, due mandati da sindaco, due da presidente della Regione Campania, nel mezzo una parentesi da ministro del Lavoro, si rimette alla casella del via. Dopo il ventennio di Mussolini, dopo il ventennale di Berlusconi anche Antonio ha fatto bingo: quattro lustri di “bassolinate”.

ll Pci dell’ex compagno di Afragola è bello e sepolto, ma lui ritorna in carica più arzillo che mai, con i suoi 69 anni che compirà il 20 marzo. Il vecchio che avanza. Mentre la politica con Renzi, Boschi & company, sulla scia dei giovani grillini si rinnova, si svecchia, cambia faccia, lui, faccia di b(r)onzo ci riprova.

L’intellighenzia napoletana non lo appoggia e si chiede cosa abbia lasciato d’indelebile? Montagne di rifiuti e qualche guaio giudiziario dai quali con abilità da slalomista è riuscito a svicolare. Ego smisurato: alla presentazione del libro di Geo Nocchetti dal titolo provocatorio “Gesù non aveva amici (e nemmeno famiglia)” all’Istituto di Cultura Meridionale, l’ex governatore, invitato come relatore, si è prima paragonato al figlio di Dio, un perseguitato come lui, poi è passato a farsi un mega spot elettorale, lasciando il parterre, non proprio di “sinistre” simpatie, sbigottito.

Sembrava che dopo la nomina di Stefano Caldoro nel 2010, “Andonio” (con pronuncia alla afragolese) si fosse messo un po’ in disparte e si fosse limitato al ruolo di convitato di pietra, cioè “assente” dalla ribalta politica ma sempre incombente. Macché Basso(lino) riparte da Basso(lino): “Voglio fare il sindaco di Napoli”. Prego si accomodi, tanto i suoi avversari sono scialbi come un brodino senza sale e senza neanche il dado.

Un operazione da furbetto l’ha subito messa a segno, attirando nella sua rete Patrizia Boldoni, ex signora Ferlaino, una terrazza in bilico sul golfo, tra le più belle di Napoli, messa a disposizione del candidato, servendo bollicine e bufaline. Già insignita da De Luca con nomina di presidente della Scabec, società campana per i Beni culturali, la signora adesso si è calata nel ruolo della grande mediatrice e si è messa in testa di far fare pace a De Luca e Bassolino, nemici per la pelle.

Lo storico avversario politico, Antonio Martusciello, ex candidato a sindaco di Napoli, oggi commissario Agcom e docenze varie sui new media all’Università di Suor Orsola Benincasa e alla Sapienza, l’unico politico di centrodestra che ha sfiorato la vittoria perdendo contro l’invincibile armata bassoliniana (nel pieno del suo potere) per soli 15mila voti, guarda oltre: “Il resto è ormai cronaca (prescritta). Il ritorno di Bassolino sulla scena politica napoletana è il sintomo di un’incapacità della città di proporre novità coraggiose, interpretate da uomini nuovi.

Bassolino, uscito di scena per qualche anno, espulso dalla politica dai suoi stessi compagni, ora invocato da una parte di loro, solo in mancanza di alternativa. Peccato che né i suoi sostenitori né lui stesso abbiano la consapevolezza che in politica, proprio come nella scena teatrale, una volta usciti non si può più rientrare. Quando cala il sipario l’attore rientra in scena solo per prendere l’ultimo applauso, ma non è il caso di Bassolino che negli ultimi tempi del suo mandato regionale nelle apparizioni pubbliche, più che di battimani era oggetto di fischi e contestazioni. Beh, Napoli – una città che appartiene non solo ai napoletani e che io amo visceralmente – qualcosa di meglio se lo meritava. Anziché indietro tutta!

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