Intervento del premier Matteo Renzi in Aula al Senato, in replica alle mozioni di sfiducia sulle banche presentate dai partiti di opposizione al Senato (Fi-Lega e M5S). Il primo appunto che fa il presidente del Consiglio riguarda i testi delle mozioni: “Ai senatori della Lega e di Forza Italia vorrei dire che i loro testi presentano dei piccoli refusi in termini di date. Niente di significativo dal punto di vista della sostanza, ma che casualmente sono esattamente copia e incolla di due editoriali de Il Fatto Quotidiano, quanto mai lontano dalla vostra storia. Lo dico perché nel riguardare il testo della mozione si prova davvero un gran divertimento nel notare come nel copia e incolla ci sono gli stessi errori, anche se insignificanti. E’ un fatto positivo” – continua, tra gli applausi della maggioranza – “c’è finalmente dialogo. Abbiamo lavorato una vita perché si potesse arrivare a un dialogo maggiore anche tra queste parti. Ma il copia e incolla la prossima volta controllatelo“. Poi il premier reagisce con toni duri alle proteste dell’opposizione: “Voi, gentili senatori, pensate di essere più credibili a casa se urlate. Magari uno torna a casa e dice: “Cosa ho fatto oggi in Senato? Ho urlato, così il presidente del Consiglio non poteva parlare. Cosa posso dire a mio figlio? Non ho fatto parlare qualcun’altro!” Questa è la grande forma democratica che pensate di poter presentare ai vostri figli“. Il premier poi difende l’operato del suo governo: “Sto assistendo a discussioni allucinanti in queste ore. Allucinanti perché deve essere chiaro che ciò che è avvenuto a novembre non riguarda una singola banca. Se dal 1 novembre 2015 al 18 gennaio 2016, il numero degli articoli che la stampa italiana ha dedicato a un tema importante come l’immigrazione assomma a un totale di 1760, il numero degli articoli dedicati a banca Etruria assomma a 1889. Questo perché non si è scelto di affrontare un grande tema come la direttiva del bail in, o il processo di fusione del sistema bancario italiano, ma si sta parlando solo di una delle quattro banche”. E aggiunge: “Perché? E’ del tutto evidente. Si afferma un principio: c’è un conflitto di interessi, c’è stato un favoritismo. Bisogna avere il coraggio di guardare la realtà: questo governo ha commissariato la banca Etruria senza alcun riguardo a chi sedeva nel cda. Fate pure la vostra battaglia – ha detto – ma non potete prendere a botte la realtà, perché la realtà è più forte. Non c’è alcun conflitto di interessi, c’è un decreto che ha salvato un milione di correntisti e 7mila stipendi. Se volete mandarci a casa per questo fatelo pure. Ma noi non avremmo mai contrastato la stabilità economica per una battaglia politica“. Poi la stoccata al senatore ex Ncd Quagliariello del gruppo Gal: “Senatore Quagliariello, sono d’accordo con lei. Lei non mi sembra un tipo a cui piace vincere facile. Talvolta mi sembra un tipo a cui non piace vincere proprio. Trovo davvero allucinante che la considerazione da Ella espressa in questa sede venga da chi in questo Senato ha scelto di creare una rottura dentro il centrodestra per far nascere un governo”. Renzi sottolinea, rivolgendosi all’opposizione: “Io scommetto con voi che andrete avanti, perché quando si imbocca quella strada si andrà avanti ancora per mesi con queste polemiche. Andrete ancora avanti per mesi a controllare le agende dei cugini, dei nipoti, degli zii. Andrete avanti ancora ad attaccarvi a ogni pezzettino di fango che potete recuperare. Ma dovete sapere una cosa: in questo Paese chi ha sbagliato paga. E chi paga non lo decidete voi” – continua – “Lo decidono i giudici di questo Paese. C’è il primo grado di giudizio, c’è il secondo grado che è l’Appello, c’è il terzo che è la Cassazione”. E aggiunge, riferendosi al M5S: “Il quarto grado non è il blog dell'”illuminato”. Oh, basta dirgli ‘Quarto’ e subito si emozionano. Tenetevi le vostre polemiche, aggrappatevi al fango. Noi pensiamo all’Italia e la lasceremo meglio di come l’abbiamo trovata”