La corruzione in Italia resta a un “livello molto alto”, ma la classifica di Transparency International presentata oggi a Roma segna “un passo avanti”. Così Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, commenta la classifica sulla corruzione percepita che ci vede secondi in Unione europea dopo la Bulgaria e solo al 61esimo posto su 168 Paesi al mondo per trasparenza. L’anno scorso eravamo 69esimi.

“Otto posizioni in graduatoria non è un numero elevatissimo, ma non è neppure insignificante, soprattutto in un anno nel corso del quale ci sono comunque stati grossi scandali corruttivi, come Mafia capitale“, ha commentato Cantone, alla presentazione organizzata nella sede di Unioncamere a Roma. “C’è un’inversione, un passo avanti che si registra per la prima volta e che ritengo vada letto anche come un riconoscimento del lavoro fatto sul fronte del contrasto alla corruzione”.

Certo, ha continuato il presidente di Anac, “l’Italia resta un paese con un livello di corruzione molto alto”. Ma i dati presentati da Transparency, che si riferiscono alla corruzione percepita, “sono confortanti. Quest’anno di corruzione si è parlato moltissimo in Italia. Ci sono segnali di discontinuità che non vanno sottovalutati”.

La lotta alla corruzione, ha spiegato Cantone, “si fa in modo molto graduale, molto lento e questi risultati sono un po’ la testimonianza che bisogna andare avanti su questa strada”. Tra i momenti di soddisfazione il magistrato cita “Expo, nonostante tante diffidenze sulla realizzazione dell’opera e sugli appalti che si pensava non fossero stati conclusi in tempo”.

Cantone ne ha citato uno: “Nelle audizioni alla Camera sul nuovo codice degli appalti, la voce più forte è arrivata dall’Ance, cioè dall’associazione che rappresenta i costruttori, che oggi dicono:’ben vengano le regole’. Importanti anche i dati riferititi di recente dalla Guardia di Finanza: il tasso dell’irregolarità negli appalti, pur rimanendo ancora alto, è sceso dal 39 al 30%”.