Il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini traccia il bilancio del suo primo anno di mandato e tra il pubblico spicca la presenza del sindaco Cinque stelle Federico Pizzarotti. “Una visita istituzionale su invito della Regione, non un evento politico”, si affrettano a precisare dall’ufficio stampa del primo cittadino di Parma, commentando la notizia apparsa sul Corriere di Bologna. All’evento del governatore che si è tenuto a Modena il 26 gennaio sono stati invitati infatti tutti i sindaci dell’Emilia Romagna e i loro assessori, nessuno escluso, e Pizzarotti ha partecipato insieme a molti altri amministratori emiliano-romagnoli. Il fatto che proprio il sindaco Cinque stelle sia andato, però, non passa inosservato in questo periodo di avvicinamento alla prossima chiamata alle urne in terra parmigiana, dopo che negli ultimi mesi si è vociferato di un interessamento del Pd al primo cittadino, di recente ospite alla scuola di formazione per giovani dem a Milano.

Pizzarotti, che nel 2012 aveva stracciato il Pd al ballottaggio, non ha ancora deciso se si ripresenterà alle amministrative del 2017. E soprattutto, non sa ancora se correrà con o senza il Movimento 5 stelle. Non per sua scelta: più volte ha ribadito la sua intenzione di continuare a lavorare per il M5s, ma per candidarsi serve l’autorizzazione all’utilizzo del logo, e non è detto che a Pizzarotti sarà concessa anche per un secondo mandato. I rapporti tra sindaco e vertici non sono più idilliaci da tempo e se gli attacchi diretti via blog di Beppe Grillo si sono placati nell’ultimo anno e mezzo, con il direttorio non è tutto rose e fiori. Anche le comunicazioni con Luigi Di Maio, l’unico rimasto fino all’ultimo dalla parte dei grillini parmigiani, ormai si sono interrotte da mesi e tutte le iniziative, le aperture al confronto o perfino le provocazioni arrivate da Parma per ottenere una qualche reazione, continuano a cadere nel vuoto. Come l’ultima richiesta di aiuto inviata dal primo cittadino al direttorio per chiarire la questione del consigliere comunale espulso dal gruppo di maggioranza, che a distanza di giorni non ha ancora ricevuto una risposta. Il sindaco da tempo si dice pronto a ricucire e programmare per il futuro, ma per farlo, come ha ribadito di recente, “bisogna essere in due”. E per ora dall’altra parte, cioè dall’alto, non è arrivato alcun segnale.

Di certo a Pizzarotti l’idea di un altro mandato non dispiacerebbe, perché dopo aver lavorato per rimettere in sicurezza il Comune gravato dai debiti, avrebbe la possibilità di dare un’impronta più incisiva alla città con investimenti e programmazioni. Senza il Movimento a sostenerlo però la scelta obbligata sarebbe una lista civica. Ed è a questa idea, anche se per ora del tutto in via ipotetica, che una parte dei piani alti del Pd starebbe pensando, fuori dai confini di Parma. Il Pd ducale non vince da oltre vent’anni e la cosa non va giù a livello regionale e nazionale, soprattutto dopo l’ultimo errore del 2012, quando a causa di un candidato sbagliato i dem si sono fatti soffiare dal “semisconosciuto” Pizzarotti una vittoria che sembrava praticamente certa. Per questo da Bologna e da Roma, ignorando il lavoro che il Pd locale ha portato avanti in questi anni sui banchi dell’opposizione, si attendono non solo le prossime amministrative e il referendum, ma anche le mosse dei Cinque stelle. Il sindaco al di fuori di Parma è una delle figure più conosciute a livello nazionale tra gli amministratori locali, amato dagli attivisti e dalla base M5S di altre province sì, ma anche molto stimato dai dem, a partire dal presidente Bonaccini. Se si sganciasse (o fosse costretto a sganciarsi) dal Movimento, allora per i dem si aprirebbe una doppia opportunità: quella di avere un candidato valido (Pizzarotti è comunque il sindaco uscente) da appoggiare con una lista civica e quella di dividere il fronte nazionale dei Cinque stelle. Ma tutto questo dipenderà da come finirà la resa dei conti, se e quando ci sarà, tra Pizzarotti e i vertici del Movimento.