Avviso di garanzia per il sindaco di Fiumicino, Esterino Montino (Pd). L’accusa contestata al primo cittadino, sotto inchiesta insieme a tutti i membri della sua maggioranza e alcuni dirigenti comunali, è di concorso in abuso d’ufficio.

L’inchiesta è legata alla gestione dei chioschi sulle spiagge libere delle località balneari del litorale romano: Fregene, Focene e Maccarese. Gli indagati, secondo la Procura di Civitavecchia, avrebbero provveduto “ad una variazione sostanziale delle concessioni demaniali marittime – si legge nel documento firmato dal sostituto procuratore Delio Spagnolo – aumentando l’estensione delle suddette concessioni da 40 metri quadri a 2000, mediante il rilascio, in palese contrasto con quanto previsto dal vigente PUA del Comune di Fiumicino, di autorizzazioni demaniali suppletive” procurando così, intenzionalmente, un ingiusto vantaggio patrimoniale ai titolari delle concessioni marittime in questione.

Tali strutture sono state già oggetto di accertamenti della Capitaneria di porto due anni fa. Verifiche che portarono al sequestro di diversi chioschi, molti dei quali poi dissequestrati. Al tempo si parlò di abusi edilizi. E tra i personaggi “avvantaggiati” da questa variazione delle concessioni demaniali spunta anche l’assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Fiumicino, Angelo Carroccia, che detiene il 40% della società di famiglia Stelusa Srl, citata nel documento della procura insieme ad altri soggetti che, secondo i magistrati, hanno ottenuto un beneficio ingiusto attraverso la variazione delle concessioni demaniali.

Il sindaco dem di Fiumicino, già coinvolto nell’inchiesta rimborsi d’oro alla Regione Lazio, difende però il suo operato e la delibera che nell’ottobre 2015 stabilì le nuove regole per il demanio. “Sono sereno – sottolinea Montino – per aver operato nell’assoluta correttezza istituzionale e fiducioso nell’operato della magistratura che, sono certo, farà presto chiarezza su questa vicenda. Evidentemente quando parliamo di demanio marittimo, risulta sempre difficile arrivare a una normalità”.

Di diverso avviso l’opposizione che chiede la testa del primo cittadino. “Ci troviamo di fronte all’amministrazione più delegittimata d’Italia. Con un sindaco coinvolto in alcune delle inchieste più scabrose del Lazio – attaccano i consiglieri comunali Gonnelli (Grande fiumicino), De Vecchis (Pdl) e Picciano (Destinazione futuro) – e un’intera maggioranza con un avviso di garanzia appena consegnato. Questo a testimoniare il completo fallimento del mandato di un’amministrazione che prometteva trasparenza, legalità e lotta agli sprechi e che invece ha disatteso tutte le promesse, trascinata in questo sfacelo solo per aver dato fiducia a questo sindaco. Va ricordato – concludono – che la delibera in questione riguarda anche l’attività di un assessore della giunta Montino. È chiaro che sia arrivato il momento di commissariare il comune di Fiumicino. Così non si può andare avanti”