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I primi diritti ai cani e ai gatti randagi sono stati riconosciuti nel 1991, grazie all’entrata in vigore della legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo (L. 14/08/91 n. 281). Fino a questa data, tutti i cani e i gatti accalappiati venivano uccisi dopo tre giorni di detenzione. La stessa legge stabilisce che le autorità locali, Comuni e Asl, sono i responsabili della gestione del randagismo e che i soggetti prioritari cui concedere le convenzioni per la gestione dei canili sono le associazioni di protezione degli animali.

La normativa, però, viene troppo spesso disattesa. E il Comune di Roma ne è la prova. Quale sarà il futuro degli animali vaganti nella Capitale? La grave decisione di chiudere i due canili comunali Muratella e Vitinia ex Poverello e deportare i circa 650 cani e 50 gatti nei canili privati convenzionati non sembra essere coerente con una normativa che prevede che in ogni comune italiano ci sia obbligatoriamente un canile sanitario e un canile rifugio, stabilendo che il primo soggetto responsabile di tutti gli animali vaganti sul territorio sia il sindaco. Roma, grazie alle decisioni del dipartimento Ambiente e della gestione commissariale, con la chiusura dei canili comunali, si ritrova, oggi, a delegare ai canili privati la custodia degli animali.

Il Comune di Roma vuole davvero questo per i propri animali? Vuole rendersi complice di persone che speculano sulla pelle di cani e gatti? Perché, se i due canili romani Muratella e Vitinia ex Poverello saranno chiusi, sarà questo il futuro dei 650 cani e 50 gatti! Gli animali finiranno in canili chiusi al pubblico, di proprietà di imprenditori privati, alcuni dei quali, vedendo esclusivamente negli animali un utile per la propria azienda, non hanno, spesso, alcuna intenzione di promuovere le adozioni, anzi, tendono ad ammassarli per massimizzare i profitti. I dati parlano chiaro: in 15 mesi, dal 1 gennaio 2014 al 31 marzo 2015, solo 89 cani sono stati fatti adottare dalle 4 strutture private convenzionate con il Comune di Roma contro circa i 1300 cani che nei 12 mesi del 2014 sono usciti dai canili comunali grazie al lavoro dell’Associazione Volontari Canile di Porta Portese (AVCPP).

“Il Dipartimento Ambiente del Comune di Roma, a cominciare dal 2008, con l’avvento della giunta Alemanno, ha volutamente intrapreso una lunga serie di decisioni che hanno messo in ginocchio gli animali e chi se ne occupa: 4 gare per la gestione dei canili comunali bandite e nessuna andata a buon fine; gare al massimo ribasso prima promulgate e poi non assegnate; strutture comunali chiuse in nome di una presunta mancanza di messa a norma; corsie preferenziali per le cooperative di Mafia Capitale con una lunga serie di funzionari e dirigenti arrestati, inquisiti e segnalati; rifiuto a rispondere agli accessi agli atti presentati dalle associazioni, ecc.

Il risultato di queste scelte scellerate, guidate prima dalla giunta Alemanno e poi da quella Marino, non può però in alcun modo riversarsi su animali, operatori, volontari e cittadini” dichiara AVCPP, che gestisce dal 1997 le strutture comunali con onestà, ottenendo ottimi risultati.

All’associazione è stata addirittura negata la proroga tecnica di convenzione della gestione dei canili comunali fino alla “famosa” gara europea. Il Campidoglio ha già dato mandato da ieri fino al 31 gennaio di spostare gli animali e avviare la dismissione del servizio. I 100 lavoratori dei canili verranno licenziati già da fine gennaio, quando si chiuderà la procedura di mobilità e licenziamenti collettivi aperta dall’AVCPP per l’accesso agli ammortizzatori sociali.

Impediremo in tutti i modi la deportazione degli animali presenti nei due canili. Nessun cane uscirà da Muratella se non perché adottato: siamo pronti a opporci fisicamente, se quello che vogliono è un problema di ordine pubblico, lo avranno” ha dichiarato Simone Placido, rappresentante degli operatori dell’AVCPP, nel corso della conferenza stampa che si è tenuta ieri alla Muratella. Giuseppe Villirillo, presidente dell’associazione, ha lanciato un appello al prefetto Francesco Paolo Tronca, in vista dell’incontro fissato oggi in Campidoglio: commissariare la gestione fino all’espletamento di un regolare bando senza interrompere il servizio pubblico, con la promessa di lasciare immediatamente le strutture subito dopo l’assegnazione del nuovo bando.

Siamo tutti invitati a continuare a sostenere la battaglia dei lavoratori, operatori e volontari dei due canili, continuando a recarci nelle strutture per ricevere i servizi cui siamo abituati: adozioni, consulenze comportamentali, ufficio smarrimenti e ritrovamenti, ufficio legale per le pratiche di sequestri e dissequestri di animali, servizi erogati dalle ASL, ecc.

Volontari e operatori continueranno a fare la loro parte, come ogni giorno da 20 anni.