Seduta in altalena per Piazza Affari e le principali borse europee, che martedì hanno aperto di nuovo in rosso in scia al nuovo calo del prezzo del petrolio sotto i 30 dollari e al crollo dei mercati asiatici, ma nel corso della giornata hanno recuperato terreno per chiudere poi in positivo. La borsa di Milano ha chiuso a +1,52%, il risultato migliore del Vecchio Continente, dopo aver virato in positivo già a fine mattinata nonostante le perdite di Saipem, in fase di aumento di capitale, Generali, che ha ceduto il 3,15% sulle voci di dimissioni dell’amministratore delegato Mario Greco, e Monte dei Paschi di Siena, giù del 3,03% a 0,7 euro. La banca senese è stata ancora bersaglio di vendite nel giorno in cui il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan incontra la commissaria Ue Margrethe Vestager per discutere della “bad bank alleggerita”, in pratica una garanzia statale a pagamento per favorire la cessione dei crediti difficili da riscuotere.

Un portavoce della Commissione ha fatto sapere che il vertice “si terrà nel tardo pomeriggio” e “se ci sarà qualcosa da comunicare vi terremo aggiornati”. Lunedì l’esecutivo Ue, nel rapporto sulla sostenibilità fiscale dei bilanci dei 28 Paesi, aveva evidenziato che “la quota di non performing loans (crediti deteriorati, ndr)” delle banche italiane “potrebbe rappresentare una fonte importante di rischi di passività a breve termine”. Gli altri bancari hanno chiuso in progresso, con Ubi maglia rosa del listino a +8,5% seguita da Banco Popolare che ha guadagnato il 6,51%.

In apertura mercati del Vecchio Continente erano stati trascinati al ribasso dalla chiusura pesante di Shanghai, che ha ceduto il 6,4% scendendo ai minimi da 13 mesi, Shenzhen, che ha perso il 7%, e Tokyo, giù del 2,35%. In frenata del 2,53% anche Hong Kong. Incidono il ritorno del petrolio sotto i 30 dollari al barile, andamento legato alle scorte in ulteriore crescita negli Usa, e il timore di una nuova fuga degli investitori dall’area, in scia a nuove svalutazioni. A invertire la tendenza non è bastato il fatto che la settimana scorsa la People’s bank of China abbia deciso di iniettare sul mercato altri 62 miliardi di euro di liquidità in vista delle festività per il nuovo anno lunare che inizierà i primi di febbraio, per soddisfare le maggiori esigenze di cassa che si verificano prima del Capodanno cinese.