Sono circa 2.700, presto ne resteranno pochi o nessuno. Dopo l’accorpamento della Polizia Forestale, un altro pezzo dello Stato scompare lasciando completamente solo l’ambiente e mano libera a chi – distruggendolo – fa affari d’oro. Si avvicina lo scioglimento dei corpi di Polizia provinciale per effetto della riforma degli enti locali. Il 31 gennaio 2016 si chiude, salvo proroghe, la finestra per inserire gli agenti nel portale della mobilità dal quale potranno attingere tutti gli enti pubblici, mentre gli altri resteranno in capo alle regioni. L’incertezza regna sovrana e in molti comandi lo smantellamento è già in corso. Siamo stati al Comando della Polizia Provinciale di Monza e Brianza dove quattro agenti sono già confluiti in altre amministrazioni appendendo la divisa dopo anni di lavoro sul campo e formazione specifica. “Nessuno si occuperà più della cura del territorio, della fauna selvatica e dei reati ambientali”, denuncia il comandante Flavio Zanardo tornando sull’immensa discarica di Desio, assurta alle cronache come la ‘cava dalla ‘ndrangheta’, che fu teatro dell’operazione StarWars, la prima indagine rilevante sull’infiltrazione della criminalità nel sistema dei rifiuti al Nord, antefatto dell’inchiesta Crimine-Infinito, la più importante operazione conto i clan in Lombardia. Gli agenti che per otto mesi documentarono quei crimini convivono oggi con lo spettro della mobilità, la prospettiva di cambiare divisa per diventare effettivi della Polizia municipale e fare le multe o in alcuni casi perdere del tutto il lavoro. Ecco che cosa non potremo più sapere  di Lorenzo Galeazzi e Thomas Mackinson