Un uomo armato di fucile ha ucciso quattro persone e ne ha ferite molte altre, di cui due in maniera grave, all’interno di un complesso scolastico in Canada. La tragedia è avvenuta venerdì all’ora di pranzo a Loche, un paesino di 2.600 persone a nord della cittadina di Saskatchewan: il killer, subito arrestato, ha fatto irruzione alla Dane Hight School, all’interno del complesso scolastico della Loche Community School che ospita le classi dall’asilo al liceo. La polizia è stata allertata dal rumore degli spari: all’arrivo la scena che si è presentata agli agenti è stata terribile, con diversi corpi riversi a terra. Il primo bilancio diffuso era stato di cinque vittime, come aveva detto lo stesso premier canadese, Justine Trudeau che da Davos, in Svizzera, dove si trova per partecipare al Word Economic Forum, ha parlato di “tragedia terribile“. Le autorità locali hanno poi precisato che i morti sono quattro. Nessuna informazione da parte della polizia sull’identità né sul movente del killer.

“Non vogliamo pregiudicare le indagini” hanno spiegato le autorità locali descrivendo l’episodio come un “vero e proprio incubo“. I testimoni hanno raccontato di un fuggi fuggi generale al momento degli spari, con ragazzi, insegnanti e personale terrorizzati: nel campus ogni giorno si ritrovano circa 900 studenti. Tra le vittime Marie Javier, insegnante di 23 anni e figlia del sindaco, Kevin Javier. Il primo cittadino ha raccontato che il killer “ha sparato a due dei suoi fratelli in casa” prima di dirigersi verso la scuola. “Sono così triste” ha aggiunto Javier, “non so se lo sparatore conoscesse mia figlia”.

L’episodio ha sconvolto tutto il Canada, dove l’incubo delle armi da fuoco non è sentito come nei vicini Stati Uniti: tra il 2000 e il 2014 sono state tre le sparatorie di massa, segno che si tratta di eventi molto rari. La peggiore della storia risale al 6 dicembre 1989, quando un uomo armato sparò e uccise 14 studentesse con un fucile semiautomatico al Politecnico di Montreal.