Inutile girarci intorno, tutte le attese del 21° turno sono per il posticipo di domenica sera: Juventus-Roma, sfida scudetto mancata per colpa dei giallorossi. Per i bianconeri l’occasione di “schiacciare” i rivali e spedirli a meno dieci, per gli ospiti un’occasione di rilancio (forse l’ultima), dopo che anche lo Spalletti-bis è cominciato con una falsa partenza. Mentre dopo la settimana di Coppa Italia e di polemiche, anche Sarri e Mancini torneranno al calcio giocato. E faranno meglio a concentrarsi sul campo: l’Inter in casa contro il Carpi non può fallire, il Napoli rischia sul difficile campo della Sampdoria.

LA SFIDA – IL VELENO È NELLA CODA
Doveva essere la partita con la “p” maiuscola della stagione 2015/2016: i campioni in carica contro gli sfidanti più accreditati, forse persino favoriti dopo il mercato estivo, intenzionati a vendicare i torti del passato. Invece Juventus-Roma rischia di essere un match come tanti, quasi anonimo per lo stato di forma straripante dei padroni di casa e la crisi profondissima degli ospiti. Peccato, perché le premesse erano altre. L’anno scorso questa partita fu il momento di maggior pathos di tutto il campionato, con gli errori arbitrali, lo spettacolo, le polemiche. E il 2-1 dell’andata pare lontanissimo. Adesso sembra davvero difficile pensare ad una Roma in grado di espugnare lo Juventus Stadium. Eppure se c’è una sfida che può risvegliare i giallorossi, e svoltare una stagione compromessa forse è proprio questa: è l’ultima occasione per restare agganciati al treno. In caso contrario, la Roma scivolerà a meno dieci dai bianconeri, rimandando almeno per un altro anno il discorso scudetto. Il posticipo sarà anche un incrocio fra i due allenatori toscani: Allegri non ha mai battuto Spalletti, Spalletti non ha mai vinto contro la Juventus in campionato. Chi riuscirà a sfatare il tabù?

DIAMO I NUMERI – IL “MANCIO” FA 200 IN SERIE A
O: i gol messi a segno quest’anno da Giuseppe Rossi in 11 presenze in campionato. Proprio per lo scarso impiego, Pepito ha deciso di salutare la Fiorentina: imminente il suo trasferimento in Spagna al Levante.

14: i pareggi in meno rispetto all’anno scorso alla fine del girone d’andata. Nella stagione 2015/2016 sono stati solo 42 su 190 partite (erano 66). Segno che le squadre rischiano di più, cercando la vittoria anche a costo di perdere. E a guadagnarci è lo spettacolo: il campionato è più avvincente.

200: le panchine di Roberto Mancini in Serie A, domenica nella sfida contro il Carpi. Il modo migliore per lasciarsi alle spalle le polemiche del caso con Maurizio Sarri.

IL FATTO – ADESSO LA DC QUERELA SARRI
Se Mancini domenica festeggia le 200 panchine in Serie A, per l’altro protagonista del caso nato in settimana ci sono altri guai all’orizzonte. Maurizio Sarri è riuscito a cavarsela con la giustizia sportiva: solo due giornate di squalifica per aver dato del “frocio” al collega nerazzurro. Adesso, però, dovrà vedersela con la giustizia ordinaria, addirittura penale: il tecnico napoletano si è beccato una querela. Attenzione, però, non di Mancini. A portare in tribunale l’allenatore azzurro è la Nuova Democrazia Cristiana, formazione politica guidata da Alberto Alessi, figlio di Giuseppe ex presidente della Regione Sicilia e tra i fondatori del partito locale. Nel tentativo maldestro di giustificare i suoi insulti, nel dopo-partita Sarri infatti aveva detto: “Ho usato la prima parola che mi è venuta in mente, avrei potuto dargli anche del democristiano”. Una battuta, riconducibile alle sue note simpatie politiche di sinistra, che almeno era riuscita a strappare un sorriso in un momento di tensione. A quasi tutti, tranne che ad Alessi. Figlio d’arte, nostalgico della Prima Repubblica che sogna di riportare in vita la Balena Bianca, il leader della Nuova Dc ha pensato bene di querelare Sarri per “difendere i valori della Democrazia cristiana e di uomini come Sturzo, De Gasperi e non ultimo mio padre: con le sue parole ha leso tutti i cittadini che riconoscono la valenza sociale, politica e culturale della Dc”. E così adesso Sarri dovrà difendersi anche in tribunale, dopo aver affrontato il fuoco di fila dei censori del politicamente corretto. Il degno epilogo di una vicenda sgradevole che l’Italia del pallone è riuscita a rendere grottesca.

21° TURNO
Frosinone-Atalanta sabato ore 18
Empoli-Milan sabato ore 20.45
Fiorentina-Torino domenica ore 12.30
Hellas Verona-Genoa domenica ore 15
Inter-Carpi domenica ore 15
Lazio-Chievo Verona domenica ore 15
Palermo-Udinese domenica ore 15
Sampdoria-Napoli domenica ore 15
Sassuolo-Bologna domenica ore 15
Juventus-Roma domenica ore 20.45

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