Cinema

Piccoli Brividi, dai libri al grande schermo un film avventuroso dal regista dei Viaggi di Gulliver

Il mito di quelle pagine che hanno conquistato con il divertimento dello spavento viene quindi omaggiato da una pellicola riuscita e scanzonata, da vedere. In sala dal 21 gennaio

di Letizia Rogolino

Cinque anni dopo I Fantastici Viaggi di Gulliver, il regista Rob Letterman torna a lavorare con l’eccentrico Jack Black per portare sul grande schermo il fenomeno letterario degli anni ’90, Piccoli Brividi (Goosebumps), nato dalla penna di R.L. Stine. Una piacevole nostalgia coglie le tante generazioni cresciute leggendo quelle storie di brivido e avventura,che invece di conciliare il sonno, si divertivano a tenere svegli, come sottolineato in una battuta del film nelle sale italiane dal 21 gennaio 2016.

Darren Lemke è riuscito ad adattare 200 libri venduti in oltre 400 milioni di copie in tutto il mondo, scrivendo una sceneggiatura dinamica e lineare che rende giustizia ad uno dei più grandi scrittori di libri per ragazzi mai esistiti. Dylan Minnette è Zach Cooper, un adolescente che si trasferisce con la madre da New York a Madison, dopo la morte del padre. Cambiare aria non è sempre facile, ma la bella vicina di casa Hannah, interpretata da Odeya Rush, aiuta Zach a sentirsi meglio e ad affrontare la sua nuova vita e la nuova comunità. Il padre della ragazza però non è molto socievole e sembra nascondere unterribile segreto. Strani rumori attirano l’attenzione di Zach fino alla scoperta della vera identità dell’uomo: si tratta di R.L. Stine, il famoso autore della serie bestseller Piccoli Brividi, che si è ritirato a vita privata da diverso tempo perché i suoi libri sono diventati una vera e propria minaccia. Se qualcuno li sfoglia infatti, le pagine prendono vita e le variecreature fantastiche protagoniste raggiungono il mondo reale. Le cose si mettono male quando il pupazzo parlante Slappy prende il comando della rivolta, guidando la rivincita del mondo orrorifico partorito dalla mente di Stine e la sua amata macchina da scrivere.

“Quando abbiamo incontrato R.L. Stine per la prima volta, il suo unico consiglio è stato questo: attenetevi al tono dei libri” ha dichiarato Jack Black che nel film veste i panni dello scrittore con quel pizzico di follia che da sempre lo caratterizza, senza scadere in una scontata caricatura. Egli infatti è un riferimento adulto per il resto del cast prettamente teenager, all’altezza tuttavia della storia raccontata e dello stile di narrazione scelto. Letterman lascia spazio alla fantasia, realizzando un film avventuroso, divertente e spericolato in cui si respira quel cinema tradizionale dei teen adventure anni ’80 e dei classici che hanno visto la luce nell’epoca d’oro degli studios. Difficile non pensare a La Mantide Omicida del 1957 diretto da Nathan Juran, quando la scuola di Zach viene assalita da una mantide religiosa gigante, o non paragonare il gruppo di giovani protagonisti agli indimenticabili Goonies di Richard Donner.

La riuscita di Piccoli Brividi  è proprio data da questo effetto nostalgia e dalla scelta di Letterman di puntare su un prodotto di puro intrattenimento che si rivela uno spassoso viaggio soprannaturale per tutta la famiglia. Un esempio di cinema come attrazione, con effetti speciali convincenti e necessari e un perfetto equilibrio tra umorismo e paura. “Questa combinazione di intrattenimento e paura funziona bene insieme, come pane e marmellata!” ha sottolineato ironicamente Black. Il mito di quelle pagine che hanno conquistato con il divertimento dello spavento viene quindi omaggiato da un film riuscito e scanzonato, da vedere.

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