Il 2015 è stato l’anno più caldo mai registrato dal 1880, cioè da quando si ha disponibilità di dati. Un record scippato al 2014. La notizia, finora presumibile ma non ufficiale, è certificata dalla Nasa e dall’Agenzia federale Usa per la meteorologia (Noaa). La temperatura media globale sulla terraferma e sulla superficie oceanica è stata di 0,9 gradi centigradi superiore alla media del XX secolo. È la cifra più alta mai registrata negli ultimi 136 anni, e supera il record del 2014 di 0,16 gradi. La temperatura sulla superficie terrestre è stata più alta di 1,33 gradi rispetto alla media; quella della superficie marina ha registrato +0,74 gradi sopra la media. Il termometro è stato da record anche a dicembre, che con 1,11 gradi sopra la media si è confermato il dicembre più caldo di sempre. Nel corso del 2015 sono stati 10 i mesi che hanno segnato un primato delle temperature, con le sole eccezioni di gennaio e aprile.

Nel corso del 2015 il caldo record ha interessato diverse aree del globo: l’America Centrale e la parte settentrionale del Sud America, varie parti dell’Europa settentrionale, meridionale e orientale fino all’Asia occidentale, e ancora la Siberia centrorientale, alcune regioni del Sud Africa, ampie aree del Pacifico nordorientale ed equatoriale e del Nordatlantico occidentale, la maggior parte dell’Oceano Indiano e zone dell’Oceano Artico. A contribuire è stato certamente il fenomeno climatico periodico El Niño, che riscalda l’Oceano Pacifico tropicale, “ma è l’effetto cumulativo di un trend di lungo periodo che ha portato al record di temperature a cui assistiamo”, evidenziano gli esperti.

“Il cambiamento climatico è la sfida della nostra generazione”, sottolinea l’amministratore della Nasa Charles Bolden. “L’annuncio di oggi è un dato chiave che dovrebbe far alzare in piedi i decisori politici e farli prendere atto che ora è il momento di agire“. Sempre in base ai dati, l’estensione della copertura nevosa nell’emisfero Nord durante il 2015 è stata di 24,6 milioni di km quadrati. Si tratta dell’undicesima estensione più bassa dall’inizio delle misurazioni, nel 1968, e la più bassa dal 2008. L’estensione annuale media del ghiaccio marino artico si è attestata a 11 milioni km quadrati, la sesta più piccola negli ultimi 37 anni. Al contrario, l’estensione del ghiaccio marino in Antartide è stata la terza più grande mai registrata dopo quelle del 2013 e del 2014, a 12,7 milioni di km quadrati.