Di loro si erano perse le tracce la scorsa settimana. Ora si scopre che gli americani scomparsi a Baghdad si trovavano in un bordello. Lo riferisce il Washington Post, citando la polizia irachena. Sembra che i tre – identificati dalla polizia irachena come Amro Mohamed, Wael al-Mahdawi e Rusul Farad (una donna) – fossero stati invitati ad andare nell’appartamento del loro interprete. L’ambasciata americana in Iraq non ha confermato ancora i loro nomi, ma secondo le autorità irachene si tratta di americani appunto di origine irachena.

Il generale di brigata Saad Maan, portavoce del Comando Operazioni di Baghdad, ha precisato che l’edificio da cui sono stati prelevati i tre, nel distretto meridionale di Doura, zona controllata da milizie sciite, ha otto appartamenti e uno di questi è un noto bordello, spesso soggetto a raid dal gruppo paramilitare sciita Asàib ah al-Haqq. Ma secondo i residenti di solito le milizie si limitano a chiedere agli ospiti di lasciare l’appartamento.  I tre cittadini statunitensi, che lavoravano come contractor o istruttori militari per società Usa all’aeroporto di Baghdad, erano nella casa, quando gli uomini armati che indossavano uniformi militari hanno preso d’assalto la casa e li hanno portati via.

“Sono andati in un posto inappropriato – ha detto degli americani un avvocato iracheno – le forze di sicurezza irachene stanno facendo di tutto per trovarli”. Sempre secondo quanto scrive il Washington Post, il quartiere Doura una decina di anni fa era sunnita, ora è continuamente preso d’assalto da militanti sciiti con lo scopo di ripulire bar, bordelli e negozi di liquori e tutto ciò che viene definito non-islamico.