Scatta il Napoli, risponde la Juventus. I bianconeri tritano l’Udinese con quattro gol in 41 minuti in ognuno dei quali c’è lo zampino di Paulo Dybala. L’argentino è la risposta dei campioni d’Italia a Gonzalo Higuain, 20 reti in 20 partite. Uno spettacolo nello spettacolo la sfida a distanza tra i due attaccanti. Se la Fiorentina non risponde questa sera e visto il momento difficile dell’Inter, dietro Napoli e Juve rischia di crearsi il vuoto.

Neanche l’avvicendamento in panchina tra Garcia e Spalletti, infatti, ha svegliato la Roma: i giallorossi non vanno oltre il pari interno contro il sempre più ultimo Verona. Veneti inchiodati a 9 punti, mentre corre il Carpi che con Lollo e Mbakogu si sbarazza della Sampdoria, fermata anche dai pali (due colpiti). Doppio vantaggio sprecato dal Bologna contro la Lazio: la svolta della partita è l’espulsione di Masina che lancia la rimonta biancoceleste dopo le reti di Giaccherini e Destro. Pari anche tra Chievo ed Empoli, mentre nell’anticipo di mezzogiorno il Genoa strapazza il Palermo. Protagonisti assoluti Pavoletti, autore di una doppietta, e Ansaldi (tre assist).

Risultati (tra parentesi gli assist)

ATALANTA-INTER 1-1: Murillo (aut), 25’ Toloi (aut)

Da più uno a meno cinque dal Napoli in una settimana, un’altra prova disastrosa sotto il profilo della qualità del gioco. E il solito Handanovic a salvare la baracca grazie ad alcuni interventi decisivi, uno dei quali, strepitoso, su Cigarini, da vedere e rivedere. Neanche contro una squadra in evidente difficoltà come l’Atalanta, reduce da quattro sconfitte consecutive, i nerazzurri riescono a portare a casa i tre punti né a esprimere un gioco apprezzabile. Alla fine decide un’autorete per parte. Per superare Handanovic ci vuole una deviazione di Murillo, incappato in un altro pomeriggio da dimenticare al di là dell’autogol. Pochi minuti dopo – sull’unica azione degna di nota dell’Inter – è Toloi a pareggiare i conti con un tocco maldestro nella propria porta su cross teso di Icardi. Il resto del match è quasi tutto dell’Atalanta. Da Dramè in avvio a Monachello nel cuore del primo tempo fino all’ennesimo tentativo disinnescato da Handanovic prima del riposo. Il canovaccio della ripresa è identico: l’Atalanta mette alle corde la difesa interista, Handanovic respinge gli assalti. Zero sussulti dalle parti di Consigli nonostante con il passare dei minuti Mancini plasmi una squadra sempre più offensiva (chiuderà con Icardi, Perisic, Ljajic, Palacio, Biabiany e Brozovic in campo). Anzi, nel finale è ancora l’Atalanta a farsi pericolosa con la combinazione Gomez-Monachello. L’Inter è davvero poca cosa, soffre la mancanza di un regista e in mediana è totalmente in affanno. Se si aggiungono le prestazioni opache di Jovetic e Icardi, i giochi sono fatti: Napoli a più quattro e difficoltà strutturali verso l’allarme rosso.

Ammoniti: Toloi, Cigarini, Gomez, Monachello (A); Brozovic, D’Ambrosio, Guarin, Jovetic, Biabiany (I)

TORINO-FROSINONE 4-2: Immobile (rig), 33’ Sammarco (Pavlocic), 37’ Belotti, 41’ Belotti (Maksimovic), 74’ Avelar (aut) 82’ Benassi (Belotti)

Ammoniti: Molinaro (T); Bertoncini (F)

NAPOLI-SASSUOLO 3-1: Falcinelli (rig), 19’ Callejon (Insigne), 42’ Higuain (Hamsik), 93’ Higuain

Altra notte dolcissima al San Paolo. Il Napoli si sta facendo grande e bello. Sempre più marchiato a fuoco dall’istinto killer di Gonzalo Higuain, venti gol in altrettante partite e dominatore assoluto della scena italiana. L’argentino sigla la doppietta che ribalta il vantaggio firmato in avvio da Falcinelli su rigore, assegnato per il fallo di Albiol su Sansone. La superiorità del Sassuolo dura un quarto d’ora. Il tempo che si accenda Insigne, dominatore assoluto sul fronte sinistro dell’attacco azzurro: pennellata al centro e Callejon perfetto nel siglare di testa il suo primo gol stagionale. Se il pareggio porta la firma di chi finora non aveva mai segnato, il ribaltone è opera del solito Higuain. Prima dell’intervallo azzanna un cross di Hamsik, sempre più padrone di manovra e inserimenti, poi nel finale del secondo tempo fa esplodere il San Paolo dopo una corsa sfrenata (segnali…) di Callejon per mantenere vivo un pallone finito a un passo dalla linea di fondo. Nel mezzo c’è una partita viva e vibrante, giocata viso aperto dalle squadre più divertenti – con la Fiorentina – della Serie A. I tre punti vanno al Napoli, ma il Sassuolo – quasi perfetto fino a sabato con le “big” – non ne esce ridimensionato. Mercoledì recupera il match contro il Torino, rinviato per nebbia Vincere significherebbe salire a quota 34, un passo da Europa.

Ammoniti: Acerbi (S)

GENOA-PALERMO 4-0: Suso (Perotti), 71’ Pavoletti (Ansaldi), 75’ Rincon (Ansaldi), 88’ Pavoletti (Ansaldi). Ammoniti: Burdisso, Rigoni (G); Goldaniga, Gonzalez (P) Espulsi: Andjelkovic (P)

BOLOGNA-LAZIO 2-2: Giaccherini, 18’ Destro (Gastaldello), 71’ Candreva (rig), 76’ Lulic (Klose). Ammoniti: Destro (B); Biglia, Mauricio (L) Espulsi: Masina (B)

CAPRI-SAMPDORIA 2-1: Lollo, 33’ Correa (Soriano), 55’ Mbakogu (rig). Ammoniti: Cofie (C); Soriano (S) Espulsi: Gagliolo (C)

CHIEVO-EMPOLI 1-1: Paloschi (Pepe), 47’ Tonelli. Ammoniti: Cesar, Birsa (C); Barba, Paredes, Krunic (E)

ROMA-VERONA 1-1: Nainggolan (De Rossi), 61’ Pazzini (rig). Ammoniti: Sala, Greco (V)

Chi si aspettava la rivoluzione dovrà attendere, forse a lungo. La Roma delude ancora, Edin Dzeko ancora di più. All’Olimpico non si va oltre un pareggio contro il derelitto Verona e i gialloblù meriterebbe anche qualcosa di più, almeno nel primo tempo. Perché Spalletti parte con il 4-2-3-1 ma dopo neanche un quarto d’ora passa a difendere a tre. E il Verona si fa pericoloso. La Roma impiega invece 40 minuti a trovare il primo tiro in porta: palo di Dzeko, ma l’azione prosegue e De Rossi inventa una perla di tacco che Nainggolan trasforma nel vantaggio. Nel primo quarto d’ora del secondo tempo, i giallorossi diventano un martello. Ma Salah e Dzeko sbagliano più volte. Ecco allora la svolta: Castan, ancora negativo, dispiace, atterra Wszolek e dal dischetto Pazzini ristabilisce la parità. Che la Roma fa di tutto per schiodare. Tutta tranne Dzeko: il bosniaco sbaglia tre occasioni da gol, due clamorose, nell’ultimo quarto d’ora. Si trova dentro un tunnel. E la luce sembra lontana, purtroppo per Spalletti.

UDINESE-JUVENTUS 0-4: Dybala, 18’ Khedira (Dybala), 26’ Dybala (rig), 42’ Alex Sandro (Dybala). Ammoniti: Badu (U); Chiellini (J) Espulsi: Danilo (U)

La “decima” della Juve è un dominio assoluto nel Friuli rinnovato. I campioni d’Italia impiegano appena 41 minuti a demolire la giornata di festa dell’Udinese e lanciare un segnale inequivocabile al Napoli: “La vera antagonista siamo noi”. Anche perché i bianconeri hanno il secondo protagonista del campionato, quel Paulo Dybala che a 22 anni conferma di avere le stimmate del campione. L’argentino sforna una doppietta e l’assist per Alex Sandro che cristallizza il poker rifilato a un Udinese che non c’è mai, complice anche l’espulsione di Danilo al 26esimo in occasione del rigore del 3-0. Ora il mirino bianconero è puntato sulla Coppa Italia: c’è la Lazio da affrontare all’Olimpico. Dopo la vetta, la Juve vuole avvicinare anche la finale. E domenica arriva la Roma

MILAN-FIORENTINA 2-0: 4’ Bacca, 88’ Boateng (Kucka)

Fattore B: una delizia di Bacca in avvio e il sigillo del ritorno di Kevin Prince Boateng nel finale bastano al Milan per tornare la più piccola delle big. Tre punti d’oro che scacciano i fantasmi dell’esonero di Mihajlovic e rimpiccioliscono ciò che c’è in mezzo ai due gol. Ovvero molta poca produzione e altrettante emozioni. Eppure le due azioni che portano alle reti contengono qualità sia nella costruzione (bravi Bonaventura e Kucka nel lanciare i compagni) che nella freddezza di Bacca e Boateng davanti a Tatarusanu. Semi dai quali ripartire tenendo ben presente che è tornato a disposizione anche Mario Balotelli acclamato dal pubblico al momento di mettere piede in campo ma capace di mancare il tris a un metro dalla porta. Intanto un po’ di numeri: il Milan aveva vinto solo una delle ultime quattro partite casalinghe, subendo sempre gol nelle ultime tre. È accaduto tutto il contrario contro la Fiorentina. Se son rose, fioriranno. Quel che sembra appassire nel frattempo è il gioco della Viola, decisamente involuta soprattutto sotto il profilo atletico. Gli uomini di Paulo Sousa non riescono mai a saltare l’uomo né impensieriscono la difesa rossonera (bene Romagnoli) ordendo trame frastornanti come fatto per buona parte del girone d’andata. Tanto che Donnarumma non deve praticamente mai sventare reali pericoli, limitandosi alla regolare (e puntuale) amministrazione. La Fiorentina resta quarta, scivolando a 6 punti dal Napoli. Tante quante sono le distanze che separano dai viola il Milan, ora sesto in attesa del recupero di Sassuolo-Torino.

Ammoniti: Bertolacci, Bacca (M); Kalinic, Suarez, Vecino, Tomovic (F)

Classifica (*una partita in meno)

Napoli 44
Juventus 42
Inter 40
Fiorentina 38*
Roma 35
Sassuolo 31*
Empoli 31
Milan 29*
Lazio 28
Chievo 27
Torino 25*
Atalanta 25
Udinese 24
Sampdoria 23
Bologna 23
Genoa 22
Palermo 21
Carpi 17
Frosinone 15
Verona 9