Sulle unioni civili con adozione del figliastro mi viene difficile discutere. In particolare mi viene difficile farlo con chi ritiene che i figli delle coppie dello stesso sesso debbano rimanere nel limbo giuridico in cui sono stati fino a oggi, di volta in volta alla mercé del giudizio di un tribunale più o meno illuminato (e, va però riconosciuto, fino a oggi la magistratura italiana si è comportata quasi sempre in modo encomiabile, interpretando le assai carenti leggi sul tema di volta in volta nel modo più favorevole possibile ai minorenni in questione). Mi viene poi impossibile discutere con chi ritiene che solo un uomo e una donna, insieme, possano svolgere la funzione genitoriale. Cosa che implicherebbe che i figli di genitori divorziati o vedovi od omosessuali in qualche modo crescano peggio degli altri. E questo nonostante le ormai venticinquennali statistiche e studi che sostengano il contrario, svolte nel mondo Occidentale (in parte raccolte da Federico d’Agostino e me in questo pamphlet).

omosessualità

Riesco solo a discutere con alcuni militanti Lgbt che sono contrari al ddl Cirinnà in nome di argomenti tipo: “Ma come, nel 2016 stiamo ancora alle Unioni civili con adozione del figliastro?”. E io: “No, nel 2016 in Italia stiamo ancora PRIMA delle Unioni civili con adozione del figliastro.” Questa è la realtà: siamo un paese ostile alla felicità altrui, ancora senza una legge contro l’omofobia, che non ha mai brillato quanto a riconoscimento dei diritti civili e umani delle sue minoranze. Qui si approvò la legge sul Divorzio circa 180 anni dopo la Francia, ecco.

Del ddl Cirinnà si possono criticare molti aspetti, perché è ben lontana dall’essere la soluzione ideale, semplice ed egalitaria che vorrei–vale a dire l’estensione del diritto al matrimonio civile per tutti coloro che vogliono sposarsi e sono adulti e non consanguinei. Ma queste critiche vanno mosse a partire dal giorno dopo che quel ddl sarà diventato una legge dello Stato, non dal giorno prima. Perché il rischio di un nuovo, ennesimo rinvio e del trionfo dello status quo omofobico di oggi è sempre dietro l’angolo, in questo bizzarro Paese dei DiDoRe, DiCo, Pacs, vera e propria cerniera fra Europa e Medio Oriente.