La lista dei senatori Pd contro le adozioni pubblicata sul sito gay.it? La reazione di alcuni parlamentari dem è stata del tutto scomposta. Chi ci accusa di essere fascisti e squadristi deve chiederci scusa. Sarebbe il caso che l’Ordine dei giornalisti intervenisse. Se la lista l’avesse fatta La Repubblica, sarebbero già intervenuti per difendere la libertà di stampa“. Sono le parole pronunciate ai microfoni di Ecg Regione, su Radio Cusano Campus, da Alessio De Giorgi, direttore del sito gay.it, che ha recentemente pubblicato l’elenco dei senatori dem contrati alla stepchild adoption. “Qualcuno pensa che un piccolo sito gestito da 5 persone che parla di gay debba essere per forza militante” – spiega – “Noi siamo giornalisti e facciamo informazione. Abbiamo semplicemente fatto il lavoro che avrebbe dovuto fare Repubblica. Il corsivo che ci ha dedicato Messina lo trovo sconcertante perché dice che essendo gay dobbiamo essere per forza anticonformisti e dissacranti. Siccome abbiamo fatto il lavoro che avrebbero dovuto fare loro, che hanno giornalisti che passano la giornata in Parlamento, dicono che siamo anticonformisti”. E sottolinea: “Trovo davvero vergognosa anche l’accusa di squadrismo. Noi rappresentiamo una comunità che lo squadrismo lo ha subito sulla propria pelle, non a suon di tweet o di qualche mail da qualche lettore infuriato, ma con la gente che veniva deportata nei campi di concentramento. Aspettiamo le scuse di quei quattro senatori Pd che ci hanno fatto questa accusa“. De Giorgi precisa: “Non capisco perché nessuno s’indigna per le mail che mandano quotidianamente a tutti i senatori i gruppi di fanatici cattolici e invece quando noi pubblichiamo la lista, al 91,6% corretta, di senatori che vogliono votare contro la stepchild adoption si scatenano. Nella lista delle 36 persone, su 3 ci siamo sbagliati perché hanno deciso di votare a favore. Su 33 senatori” – continua – “dieci ci hanno detto che comunque voteranno le unioni civili. Noi non vogliamo mettere alla gogna chi non vota la stepchild adoption, anche perché ogni parlamentare è libero di votare secondo la propria coscienza. Io posso contestare la posizione di questi parlamentari da militante e da iscritto al Pd, ma non posso dirgli che non può farlo”. Poi chiosa: “Io sono iscritto al Pd e sono deluso dall’atteggiamento di questi parlamentari. Il problema non è tanto chi vota contro la stepchild adoption, ma chi subordina il voto finale sulle unioni civili all’esito della votazione sulla stepchild. Di questi, 23 ancora non ci hanno risposto