Fra le montagne del sud-est della Cina, nella provincia di Sichuan, c’è una meravigliosa foresta considerata patrimonio dell’umanità dall’Unesco. Quest’area naturale protetta è da secoli la casa del panda gigante, una specie che, nonostante la sua popolarità, è a rischio estinzione a causa di un fenomeno che in questo territorio ha ormai raggiunto dimensioni impressionanti: la deforestazione illegale.

Greenpeace ha scoperto che in questa provincia solo nello scorso anno sono stati distrutti illegalmente circa 1.300 ettari di foresta. La deforestazione selvaggia mette in pericolo molte piante e diverse specie animali in via d’estinzione, tra cui appunto il panda gigante.

Cina,panda gigante ritorna nel suo habitat naturale

Negli ultimi tempi però qualcosa sta cambiando. Dopo diverse indagini e denunce da parte di  Greenpeace, l’Ufficio delle Foreste del Sichuan ha aperto 15 indagini giudiziarie e otto procedimenti amministrativi nei confronti di 22 funzionari pubblici, assicurando che proteggerà le foreste.

Un importante cambio di rotta che, per il momento, mette al sicuro l’habitat del panda gigante. Perché quest’opera di protezione diventi più incisiva occorre però un ulteriore sforzo da parte delle istituzioni cinesi.

Infatti, nonostante dal 1998 esista una normativa che vieta l’abbattimento per scopo di profitto degli alberi nelle foreste, gli affaristi locali si sono serviti di una scappatoia nel “Regolamento tecnico per la ricostruzione delle foreste a basso rendimento” per ottenere le autorizzazioni necessarie a sostituire la foresta con piantagioni più redditizie, in nome di una presunta “rigenerazione forestale”. Nel 2012 le autorità avevano cercato di risolvere il problema emanando un ulteriore divieto, ma le indagini di Greenpeace Cina hanno dimostrato l’inefficacia di queste misure.

Se questa falla nel sistema normativo non verrà sanata, un terzo delle foreste naturali cinesi rimarrà a rischio deforestazione anche dopo l’estensione del Programma di Protezione delle Foreste Nazionali previsto per il 2017.

Per questo Greenpeace chiede al governo cinese di approvare una riforma dell’attuale normativa in vigore che permetta realmente di rispettare gli obiettivi nazionali di protezione delle foreste.