La questione potrebbe sbarcare presto in Parlamento. Con vari deputati e senatori pronti a sollevarla. Tre chilogrammi di salsicce secche, quattro e mezzo di pancetta tesa, addirittura dieci di salmone. Senza contare le bottiglie di vino. Ma non solo. Medicinali come il Lasix, un diuretico usato per curare l’ipertensione, il Tranquirit, un ansiolitico con cui vengono trattati stati di tensione anche a sfondo depressivo, o il Diclofenac, un antinfiammatorio indicato per le patologie reumatiche croniche come l’artrosi o per attacchi acuti di gotta. Tutti prodotti acquistati dai due asili nido comunali di Rieti, cittadina a 80 chilometri a Nord di Roma, per bambini di età compresa fra i tre mesi e i tre anni. Avete capito bene. Tanto che la Procura ha deciso di aprire due diverse inchieste per accertare eventuali irregolarità: una per l’acquisto dei farmaci, sulla quale indaga il Nucleo Antisofisticazione e Sanità (Nas) di Viterbo, l’altra per quello delle derrate alimentari, affidata alla Guardia di Finanza di Rieti. Indagini entrambe aperte dopo una segnalazione dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Simone Petrangeli (Sinistra Ecologia Libertà) risalente al 24 dicembre 2013.

ALTA PRESSIONE Nella lettera, redatta da un dirigente del settore servizi sociali e inviata all’ufficio anticorruzione del Comune, si segnala come “da una verifica a campione dei farmaci acquistati presso gli asili nido comunali su ordine della coordinatrice, Adonella Scopigno, venivano evidenziati dagli uffici l’acquisto di prodotti farmaceutici non prescrivibili ai bambini”. Prodotti che, sempre secondo quanto sottolineato nella missiva – alla quale sono state allegate le dichiarazioni dei pediatri assegnati dall’Ausl di Rieti nei due asili –, sarebbero stati acquistati per “fronteggiare eventuali emergenze che dovessero presentarsi anche tra il personale”. Circostanza che però “appare incomprensibile”, è scritto nella lettera, perché “la prescrizione di farmaci per la pressione alta” (il Lasix, appunto) o quella di “Tranquirit, Moment, Aulin e Oki esula dalle competenze dei pediatri e non rappresenta in alcun modo la normale dotazione di un armadietto di pronto soccorso pediatrico né, in ultima analisi – spiega ancora la denuncia – tali farmaci possono essere considerati funzionali ad emergenze che dovessero riguardare il personale comunale quali scottature, abrasioni, urti accidentali”. Anche perché “per il personale comunale è previsto uno specifico servizio di vigilanza medica”. Rilievi a seguito dei quali è scattata la perquisizione dei Nas. Che, su disposizione del pubblico ministero Giuseppe Saieva, hanno acquisito tutte le fatture dei medicinali acquistati fra il 2010 e il 2014.

ABBUFFATE INFANTILI Poi c’è l’altra questione, cioè quella relativa agli alimenti. Fra i quali, oltre agli episodi già citati in precedenza, ci sono anche trentasei code di gambero – costate 372,24 euro ma difficilmente presenti nella dieta dei bambini – e ottantanove chilogrammi di carne, acquistati in ventiquattrore pochi giorni prima di Natale. Senza dimenticare 16 pandori e altrettanti panettoni, per i quali sono stati pagati 135 euro e 68 centesimi in totale. Più che un menù per i piccoli ospiti dell’asilo sembra la spesa per un cenone di Natale. Ma a stabilirlo dovrà essere la magistratura.

Twitter: @GiorgioVelardi