Giovani, erotici e occupati (almeno per quest’anno). Il ritorno, o forse l’assoluta novità, di un festival “erotico” in Italia è opera di una decina di ragazzi under 30 che hanno fatto in modo che dal 14 al 17 gennaio 2016, presso il cinema Massimo di Torino, si tenga la prima edizione del succulento Fish&Chips International Erotic Film Festival. Una trentina di titoli – c’è l’anteprima italiana di Love di Gaspar Noé e una proiezione di Malizia in pellicola-, visioni non clandestine, anzi con il Museo Nazionale del Cinema a fare da supporto tecnico, dove si potranno guardare scene di sesso più o meno esplicite, anche se sempre dalla poltroncina della sala del Massimo, collegandosi a qualsiasi smartphone, si potrebbero visionare milioni di porno.

Sul web c’è sì grande democraticità, trovi di tutto, ma manca un filtro, una guida rispetto all’iperstimolazione e ai grandi archivi di materiale”, spiega al FQMagazine la direttrice del Fsh&Chips, Chiara Pellegrini. Ecco allora l’arrivo di 11 lungometraggi, in Concorso, e 30 corti, più quattro esclusivi film Fuori Concorso, per un fine settimana molto eccitante, ma soprattutto aggiornato all’oggi. Infatti le opere di registi e produttori partecipanti (si vincono anche premi in denaro) devono essere state girate tra il 2013 e il 2015. “Vogliamo mostrare cosa si produce oggi nel cosiddetto genere erotico, che poi è una categoria molto labile e relativa, anche solo nella stessa Europa in un paese un film viene vietato, in quello a fianco lo si vede in sala – continua la 30enne Pellegrini – Cito Peter De Rome, padre del gay porn protagonista del film in Concorso a lui dedicato, ‘l’erotismo sta all’eccitazione, come il porno alla performance; l’eccitazione sta all’attesa, come la performance sta al compimento; l’attesa sta all’infinito, come il compimento sta alla limitazione’. Quindi la sfida faticosa e stimolante è proprio quella di creare eccitazione senza ridurre tutto alla performance”.

Love di Gaspar Noé, passato all’ultimo Festival di Cannes, come il sempreverde Malizia di Samperi (1973) con la ‘diva’ erotica Laura Antonelli sono due dei titoli delle proiezioni delle 22.30 a cui seguiranno: Afrodite Superstar (2006), film diretto dalla Grace Kelly del genere, Candida Royalle – morta pochi mesi fa –, autrice di una pornografia dallo sguardo non maschile, film ambientato nel mondo dell’hip hop newyorchese visitato dall’occhio femminile della protagonista; e XConfessions di Erika Lust, un blocco di cortometraggi del progetto della giovane regista di porno al femminile dedicato alle fantasie degli spettatori.

Chi scriverà il suo sogno erotico e lo consegnerà la sera della proiezione concorrerà per vincere un  mese gratis sul portale della Lust dove potrà visionare le fantasie di decine di altri utenti”, aggiunge Pellegrini. Ma il piatto forte della visione deve ancora arrivare. “Di erotismo se ne parla sempre a livello becero, mentre io vorrei che se ne parlasse sì nei bar tutti i giorni, ma senza stupidità e malizia. Prendiamo il caso del Bdsm e del Bondage. Mostreremo infatti tre documentari sul tema che possono essere visti da chi è già pratico del tema, ma soprattutto per chi non ha mai capito esattamente cosa sia e per una volta non lo vede rappresentato come perversione ma parte della propria fantasia erotica”. Ecco allora dall’Australia Love Hard, cinque storie bdsm raccontate dai protagonisti ‘passivi’; Prison System del tedesco Jan Soldat, su una prigione artificiale dove ci si può rinchiudere volontariamente per soddisfare ogni desiderio di reclusione e costrizione; e dalla Gran Bretagna il solenne The Pleasure of Rope (2015) una approfondita carrellata sulle infinite pratiche dell’uso delle corde e dei nodi. Fish&Chips ha un budget di nemmeno 7mila euro proveniente da sponsor privati e dal crowfunding: “Siamo autonomi, giovani, indipendenti, quindi siamo una rassegna bordeline – conclude la direttrice Pellegrini – La nostra generazione è abituata: quest’anno il festival c’è, speriamo ci sia anche una seconda edizione”. Intanto ‘godiamoci’ quella del 2016. Info