A differenza dei suoi ‘colleghi’ non sembra amare la celebrità. Una qualità che finora l’ha aiutata a nascondersi così bene, da essere praticamente un fantasma, perché di lei non si sa quasi nulla anche nel suo stesso paese natale. Eppure la colombiana Maria Teresa Osorio, dopo la cattura di Joaquin “El Chapo” Guzman, il narcotrafficante messicano appena arrestato, è ora in cima alla lista dei latitanti internazionali più ricercati dalla Dea americana, l’Agenzia Usa per il contrasto alla droga, insieme a John Alexander Thomson, accusato di traffico di eroina.

In Colombia Osorio non ha carichi pendenti con la giustizia, mentre negli Usa è ricercata per riciclaggio di denaro sporco e traffico di cocaina. Legata all’ormai estinto cartello di Medellín, fondato dal celebre Pablo Escobar, questa donna dal 2010 è stata inserita nella lista dei narcotrafficanti in fuga più ricercati dalla Dea. Di lei non esistono immagini, se non l’unica che circola in rete, la stessa presente anche negli archivi Usa, in cui si vede una donna mora, dagli occhi marroni e vestita di bianco, alla moda e con gioielli.

Le poche, e contraddittorie, informazioni disponibili sono quelle consultabili sulle schede della Dea. Secondo il file compilato dalla divisione internazionale dell’Agenzia americana, Osorio è conosciuta con quattro alias, cioè María Teresa Correa, María Teresa De Serna, Gloria Bedoya e Iris Conde, è alta 1,52 metri, pesa 61 chili, è nata nel 1950 e il suo ultimo domicilio conosciuto è da qualche parte in Colombia. In base ai dati presenti nel file del New Jersey invece è alta 1,57 metri, pesa 72 chili, ha capelli castani, è nata tra il 1945 e 1950, il suo ultimo domicilio noto è a Hialeah a Miami, negli Stati Uniti, e ha altri due alias – Maria Teresa Serna-Osorio e Teyer Washington. Non si sa se sia armata e pericolosa.

Il suo nome è comparso nel 1997 in un reportage del quotidiano colombiano El Tiempo, dedicato all’impero delle Chivas, una rete di narcotrafficanti e riciclaggio di denaro diretta dalla colombiana Mery Valencia de Ortiz, conosciuta anche come La Señora. Nell’articolo Maria Teresa Osorio compare come uno dei suoi membri. All’epoca un giudice del distretto di New York aveva emesso a suo carico un ordine giudiziale con l’accusa di traffico di droga tra Colombia e Stati Uniti e si riteneva vivesse in Colombia. Per le autorità colombiane era un “elemento di basso profilo di collegamento nella guerra tra i vari cartelli all’inizio degli anni ’90”.

Ma in un altro articolo del Tiempo, del 2013, si parla di lei invece come di “una abile narcotrafficante, una figura ‘di peso’, che in oltre 20 anni non ha lasciato alcuna traccia fotografica, né ha a suo carico alcun mandato di cattura”. Nei database della procura e della polizia non ci sono infatti informazioni precise su di lei. Una vera ‘stranezza’, secondo una fonte ben addentro al mondo criminale e giuridico colombiano, citata dalla Bbc: “Sorprende che in questo paese, dove i criminali si conoscono tutti l’uno con l’altro, nessuno sappia chi sia questa donna”.