“Cari tifosi della nazionale del Kazakistan”. Comincia così la lettera aperta pubblicata sul sito ufficiale della federcalcio della ex repubblica dell’Unione Sovietica che chiede ai suoi tifosi di scegliere, tramite votazione online, il nuovo commissario tecnico della nazionale. Con una svolta modello 5 stelle, la federcalcio kazaka apre a una formula mai vista prima nel mondo delle nazionali, e cerca una inedita apertura democratica che è raro trovare nel resto del paese, governato da un quarto di secolo dal dittatore Nursultan Nazarbayev: uno che indice elezioni e poi le vince con il 98%.

“Il calcio non si può sviluppare senza l’aiuto dei tifosi. Per questo abbiamo dato loro la possibilità di esprimersi – ha detto il presidente della federcalcio Yerlan Kozhagapanov – Anche perché non ha senso parlare di apertura della federazione alla gente, senza poi tradurre in pratica questi discorsi”. Ma qualcosa è andato storto, e tutto lascia pensare che la sbandierata democrazia partecipata, in Italia come in Kazakistan, alla fine si risolverà con la decisione del supremo capo. Il Kazakistan è riuscito per la prima volta quest’anno a qualificare una squadra in Champions League, la potentissima Astana Fc, ma  la nazionale è messa male, avendo fallito le qualificazioni all’Europeo 2016 con una sola vittoria nelle dieci partite del gruppo.

Ecco perché serve un nuovo commissario tecnico. Si vota così: le urne, aperte il 28 dicembre, chiuderanno il 15 gennaio, e può votare online chiunque si registri sul sito della federazione. La prima sessione prevede la preferenza, senza nomi, tra un tecnico locale e uno straniero. E’ in vantaggio, con il 70% dei voti circa, l’opzione straniera: scelta scontata se si considera che lo stesso tecnico dell’Astana Fc è bulgaro, e che tutti e quattro gli ultimi ct della nazionale non erano nativi del Kazakistan. Un nome straniero sì, ma realistico, come si è affrettato a dichiarare il portavoce della federcalcio Dmitry Nesterenko, che ha spiegato: “Saranno comunque proposti allenatori credibili, in buona sostanza scordatevi Mourinho”.

Poi, a seconda della scelta fatta, se locale o straniero, nel secondo turno la federcalcio proporrà  una rosa di nomi tra cui scegliere. Ma non è detto nemmeno che si arrivi al secondo turno. Una delle condizioni per la validità del suffragio è infatti che si raggiungano i 50mila voti, e a due giorni dalla chiusura delle urne siamo molto lontani: hanno votato infatti in 2mila circa, nemmeno il 5% di quelli necessari. “Sembrava un’ottima idea – ha detto Nesterenko – La gente segue il calcio, non capisco perché adesso non voti”. Forse perché il leader supremo Nursultan Nazarbayev, en passant ottimo amico di Romano Prodi e Silvio Berlusconi, tanto da incontrarlo nei giorni più delicati del caso Shalabayeva, oltre a vincere le elezioni con quasi il 100% dei voti, per celebrare il paese ha fatto democraticamente erigere nel parco di Almaty una monumentale statua che lo raffigura. Forse perché i kazaki non credono troppo alla democrazia, in un paese ricchissimo (petrolio, gas e materie prime) ma agli ultimi posti nella classifica della libertà di stampa, dove i sindacati sono trattati alla stregua di criminali e gli oppositori arrestati.

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