Chiudete le finestre, sbarrate le porte, non è morto David Bowie, bensì un certo modo di immaginare la musica. Se è vero che “i sogni son desideri”, alzi la mano chi non si è lasciato trasportare almeno per un istante da ciò che il Duca evocava in vita. Ora, invece, alzi la mano chi ieri, raggiunto dalla notizia, non ha pensato all’ennesimo “fake” fatto girare in Rete.

Morto David Bowie

La morte, accostata a un personaggio come Bowie, assume contorni irreali, suscitando per istinto specifiche in serie: antidoti forse in grado di contrastare l’ineluttabilità della fine o quantomeno capaci di guarirne il male. In vita, in fondo, non è stato così diverso, ogni singolo episodio da lui vissuto dimostra che, la verità, nel suo caso, si è sempre celata dietro mille maschere, ognuna delle quali abilmente indossata, al punto tale da divenire vere e proprie incarnazioni.

E quindi, perché non immaginarlo semplicemente “scomparso”? Perché non dare un altro significato al dolore della perdita? Proprio girato l’angolo David ha compiuto l’ennesima trasformazione, all’interno di un’orbita cangiante e ai più vietata, poiché in essa gravitano soltanto quelli come lui, capaci di sollevare con la propria arte le sorti del mondo.

Il solito dj qualunque ascoltando “Blackstar“, dopo aver chiuso finestre e sbarrato porte, ha spento la luce, sognando nel buio la rotta per arrivare a quell’orbita così lontana, desiderando di raggiungerla per riportare sulla terra l’uomo delle stelle. Ancora una volta.

9 canzoni 9… di David Bowie

Lato A

Warzawa

Ashes to Ashes

Cat People (putting on the fire)

Loving in the Alien (live)

Lato B

Heroes

Life On Mars?

Let’s Dance

The Man Who Sold The World

The Jean Genie