David Bowie è morto tre giorni dopo aver compiuto 69 anni, nello stesso giorno in cui è uscito il suo ultimo album Blackstar. La notizia è stata data sul suo profilo ufficiale Twitter ed è proprio sui social che tutto il mondo gli ha reso omaggio. Le bacheche di milioni di profili facebook sono state invase da video, foto e canzoni del Duca Bianco. In Italia tra i tanti fan c’è anche lo scrittore Stefano Benni. Dopo averlo citato in molti dei suoi libri e aver tradotto una trentina delle sue canzoni, gli ha dedicato un lungo post d’addio sulla sua pagina Facebook:

Ciao marziano
Si sapeva che stava male, molto male. Per questo avevamo postato, due giorni fa, gli auguri di compleanno e il video di Life on Mars.
Ma Bowie aveva la qualità più rara per un artista, quella di soprendere sempre, e stavolta la sorpresa è stata brutta. La sua musica ha accompagnato la mia giovinezza e la mia vecchiaia. Ho visto sei-sette suoi concerti, in grandi palchi e piccole sale e sono stati tra i più belli e intensi a cui abbia mai assistito. Ho sempre suonato (abbastanza male) i suoi pezzi alla chitarra. Ho liberamente tradotto (probabilmente male) una trentina di suoi testi, per piacere personale e per addentrarmi nella sua poesia oscura e profonda.
L’ho citato in tanti miei libri. Ora verrà celebrato, da chi lo amava considerandolo uno dei grandi musicisti moderni e da chi lo ha definito “camaleonte” o “popstar” ed è sempre stato più interessato al suo fard e ai suoi vestiti che al suo genio.
Ma lui era serio anche vestito da clown.
Ci resta Blackstar, il suo ultimo disco, ci restano la sua musica, i suoi video. Non verrà dimenticato. Ma preferirei che non avesse preso l’astronave e fosse ancora qui. Mi sarebbe piaciuto,tra quindici anni, incontrare un elegante vecchietto in un parco di Londra e dirgli balbettando: “Mister Bowie, sono un suo vecchio fan italiano. Grazie per l’ispirazione, grazie di tutto. Mi saluti i suoi amici su Marte”.
Stefano Benni