Tirare fuori i verbali sul decreto per il salvataggio di Banca Etruria. Per sapere cosa è accaduto nel Consiglio dei ministri. E soprattutto comprendere quale ruolo ha avuto il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, nella stesura del testo. Il Movimento 5 Stelle torna all’attacco puntando il dito contro il presunto conflitto di interessi proprio della Boschi, visto che il padre Pier Luigi è stato vice presidente del Consiglio di amministrazione della Banca Etruria. L’offensiva politica viene condotta questa volta con un’interrogazione parlamentare, presentata dal deputato pentastellato Alessandro Di Battista, che pretende le spiegazioni non ottenute durante il confronto in Aula sulla mozione di sfiducia al ministro delle Riforme. Rendendo “di pubblico dominio i contenuti dei verbali delle riunioni di approvazione nel Consiglio dei ministri”, si legge nel testo depositato a Montecitorio. Mentre un altro deputato del M5S, Alessio Villarosa, non le manda a dire: “Vogliamo un atto pubblico per dissipare i dubbi sull’eventuale presenza della Boschi al momento della decisione nel Consiglio dei ministri. Non ci fidiamo solo della parole. Del resto se Matteo Renzi ha la coscienza a posto, perché non lo mostra con il verbale ufficiale?”.

IN NOME DEL PADRE – Già nelle scorse settimane i 5 Stelle hanno sollevato il sospetto che il decreto abbia potuto tutelare il padre del ministro Boschi. Secondo l’interrogazione di Alessandro Di Battista i provvedimenti “non si sarebbero limitati a recepire pedissequamente la direttiva Ue, ma avrebbero introdotto disposizioni, non richieste dalla normativa adottata in sede di Unione europea, attraverso le quali sembrerebbe che vengano posti dei limiti nel caso di azioni di responsabilità di tipo civilistico, finalizzate ad accertare casi di mala gestio degli amministratori che hanno cagionato danni”. Da questa premessa parte l’ipotesi che – prosegue l’interrogazione – “attraverso la disposizione in esame potrebbe esser stata introdotta una norma in grado di agevolare, tra gli altri, il padre del ministro”.

PRELIMINARI PERICOLOSI – Ma la questione non è solo relativa ai verbali del Cdm. Perché il provvedimento era già stato predisposto nei giorni precedenti alla votazione. La richiesta avanzata nell’interrogazione è precisa: “Bisogna fornire urgentemente, ed in via ufficiale, chiarimenti in merito alla partecipazione della Boschi alle riunioni preparatorie e preliminari dei testi”. Alessio Villarosa ha sollevato un’ulteriore questione. “Chiediamo una cosa semplice – incalza il parlamentare dei 5 Stelle –  quella di mostrare ai cittadini cosa è stato detto e votato nei Consigli dei ministri. Ma soprattutto cosa è accaduto nelle sedute preliminari. In caso contrario dobbiamo dedurre che questo è uno dei governi meno trasparenti della storia”.

Twitter: @SteI