Qualcuno negli interventi nei precedenti post si meravigliò dicendo: ma quante storie, questo imprenditore non esiste, quindi smettiamola con ‘sta pantomima… Ebbene: quell’imprenditore esiste: siamo noi, siamo il popolo italiano che tutto insieme collabora per far vivere (oggi molto male) anche il ‘sistema manifatturiero’. Da questo sistema trae soldi e posti di lavoro: purtroppo non bastano: dobbiamo ogni anno fare delle ‘finanziarie’ (oggi ‘legge di stabilità’) forzute e un poco forzose, che ci mangiano del fieno messo – anni fa’ – in cascina, e che ci procurano non esattamente gioie. Non parliamo, per carità di patria, di ‘posti di lavoro’…

Noi, popolo italiano, siamo il ‘corpo sociale’ proprietario di questi corpi d’armata: in quanto ‘soci’ di questo mondo manifatturiero, dobbiamo lasciare la gestione in mano a dei ‘delegati’: che dovrebbero gestire il tutto come fa il buon padre di famiglia…: balle di mio nonno…

Ma allora, direte voi, li dobbiamo cacciare e sostituire: già: ma la sensazione è che il ‘sistema democratico’ davvero operante nel nostro Paese, rigidamente ed esclusivamente in mano a pochi segretari di partiti politici, ci regalerebbe una seconda succulenta ondata di amministratori che vale la prima, se non ancora di meno. Eppure, dentro a questo grossissimo complesso industriale, c’è una enorme ricchezza e una altrettanta enorme potenza. Lo so che storcerete il naso: ma è proprio così.

Nell’ultimo ‘post’ abbiamo parlato della Germania e della sua ‘politica’ nei confronti delle nostre Ssm. Bene, proviamo a inventare un primo scenario: immaginiamo (la vita è fantasia, consentitemelo) che di colpo tutto il sistema Ssm italiano si rifiutasse di fornire semiprodotti alla Germania.

Sapete che cosa succederebbe? Che la Germania si blocca. Ma, attenzione: bisogna rendersi bene conto del perché si bloccherebbe: non per mancanza di forniture basilari: ma per un motivo molto più profondo, del quale noi italiani (soprattutto gli imprenditori SSM, che operano ciascuno per conto suo con tanta apprensione in corpo e senza una consapevolezza profonda della propria forza) non ci rendiamo conto: la ragione è ben diversa: ed è quella per la quale la nostra ‘capacità di lavoro produttivo’ insieme al ‘livello di qualità e di servizio’ che in concreto la Germania è abituata a ottenere da noi, non è sostituibile: tout court, non esiste al mondo la possibilità di sostituire i fornitori italiani SSM alla Germania: i cinesi sono troppo lontani: e un fornitore SSM di un prodotto tecnologico è – nella buona sostanza – un collaboratore quasi interno del cliente tedesco. I rumeni, i bulgari, gli albanesi,… tutti quanti hanno concrete e/o potenziali carenze di qualità/service che i tedeschi non possono tollerare. Oltre alle carenze di volume produttivo: una massa concreta e potenziale di forniture ‘terziste’ come la nostra, oggi, non esiste: e prima di formarla ci passano decenni, non anni.

Una conseguenza importante sarebbe immediata: i prezzi dei prodotti SSM schizzerebbero alle stelle: ed alla Germania tutto questo, specie in questo scorcio storico, conviene molto ma molto poco. Ovvio che questo scenario, nei termini che si è ritenuto di rappresentare, è del tutto inattuabile.

Quindi, per il momento i tedeschi stiano sereni. Ma, ahinoi, la fantasia non ci manca di certo: e allora usiamola ancora un poco. Immaginiamo un secondo scenario.

E immaginiamoci un quadro come segue: con un colpo di bacchetta magica le nostre Oem accrescono la loro penetrazione nel mercato mondiale: in realtà sarebbe un bel sogno, ma per il momento è un puro effetto di una bacchetta magica. Quale sarebbe la prima conseguenza? Ma semplice: una parte delle nostre Ssm, impegnate in questo ‘sogno’ nel rifornire le nostre Oem, non potranno più rifornire la Germania.

Non solo: una porzione più grande del ‘business manifatturiero italiano’ andrà a contatto con il mondo degli ‘end-users’, che è quello per definizione ‘più ricco e profittevole’: diminuirà sul nostro sistema la pressione ma anche il controllo da parte degli attuali clienti delle nostre Ssm.

Il Corpo d’Armata ‘IdB’ (Industria di Base) potrebbe restare inalterato: in ogni caso può proseguire la sua marcia, salvo eventuali profondi cambiamenti dello scenario mondiale che, al momento, non prendiamo in considerazione, ma che dovremo cercare di intuire, con tutti i rischi del caso. Così, grazie ad un uso sapiente della bacchetta magica, il quadro del business manifatturiero italiano sarebbe condannato a cambiare in modo radicale: e, senza dubbio, in un qualche cosa di molto migliore: sarebbe una vera rivoluzione, tanto più piacevole quanto più allibite sarebbero le facce rubiconde dei nostri amici (?) tedeschi.

Ma mi immagino, ora, anche le facce dei lettori di questa ‘follia manifatturiera’: che quanto meno timbreranno il sottoscritto col marchio del folle visionario. E avrebbero pure ragione. Forse dovrò decidermi a passare dalla bacchetta magica a qualcos’altro, un poco più concreto. Qualcosa però mi dice che ci potrei forse forse anche riuscire.