I lavori sul litorale nella località senza mare, i fiumi abruzzesi ripopolati di animali mai visti a quelle latitudini e la Sardegna che in pochi secondi si ritrova sette province in più. Tutto ciò non è accaduto nella realtà, ma sulla carta. Nei documenti nati dal ‘copia e incolla’ di sindaci, funzionari, governatori un po’ distratti. L’ultima è accaduta a Ceglie Messapica (Brindisi), dove l’amministrazione comunale ci è ricascata. Nel Dup (documento unico di programmazioni) è prevista la riqualificazione del litorale e delle strutture balneari. Peccato che Ceglie sia lontana dal mare oltre 17 chilometri.

Il fenomeno del ‘copia e incolla’ in Italia è trasversale: coinvolge centrodestra e centrosinistra. Tantissimi i casi da Nord a Sud. E non riguardano solo i politici, se a ottobre in un bando pubblicato dall’Asl di Pescara è rimasta l’intestazione del Comune di Prato. E c’è chi la prende con ironia, come il sindaco di Cassano delle Murge, Vito Lionetti. Che a marzo scorso si è fatto fotografare con gli inviati di Striscia la notizia durante la consegna del primo premio tra i comuni copioni per le linee programmatiche uguali a quelle del Comune di Massarosa (Lucca). Lionetti ha postato la foto su Facebook, ma la sua versione della vicenda non cambia: “Non è stata copia, ma ispirazione”.

Il mare spunta nell’entroterra – Nel Dup 2016-2018 del Comune di Ceglie è prevista la riqualificazione del litorale e delle strutture balneari negli atti di indirizzo della giunta del sindaco Luigi Caroli. Che Ceglie sia nell’entroterra non può certo essere sfuggito, eppure tra i lavori da eseguire ci sono anche quelli relativi al “completamento della passeggiata a mare” e al “miglioramento delle strutture balneari”. Per il primo cittadino si tratta di un refuso. Un refuso triplo: il litorale, la passeggiata a mare e le strutture balneari. E non è la prima volta accade. Nel 2011 lo stesso esecutivo trasmise alla Regione Puglia un piano comunale per la raccolta differenziata, nel quale si faceva cenno a ‘marine e case sparse’.

E pochi mesi fa l’Autorità nazionale anticorruzione, che aveva contestato all’amministrazione Caroli alcune inadempienze nella redazione del piano anticorruzione che i Comuni sono obbligati ad adottare per legge, si è vista inviare un nuovo documento, risultato però copiato da quello del Comune di Cellino San Marco. Tra l’altro sciolto per infiltrazioni mafiose. E Ceglie è in buona compagnia. Due anni fa la giunta di Grotte (Agrigento), approvò e pubblicò il regolamento della Tares, chiedendo di pagare la tassa alle navi ormeggiate nel porto. Già. Solo che il mare era distante trenta chilometri. Leggendo il testo si svelò l’arcano: “Nel caso in cui la concessione sia relativa soltanto a colonnine, gavitelli o catenarie utilizzate da unità nautiche autorizzate ad ormeggiare nel porto di Viareggio…”. Viareggio in provincia di Agrigento? Bastò una ricerca su internet per confermare i sospetti: il regolamento era uguale a quello del comune toscano.

Sardegna: da Pili a Cappellacci –  Uno dei casi più eclatanti avvenne 17 anni fa e coinvolse l’ex presidente della Regione Sardegna Mauro Pili, all’epoca considerato un delfino di Silvio Berlusconi. “Il migliore dei miei” aveva detto commentando i risultati delle elezioni e le 152mila preferenze ottenute dal politico sardo. Nel 1999, pronunciando il discorso d’insediamento, Pili parlò “delle undici amministrazioni provinciali” della Sardegna. Che di province ne ha notoriamente quattro: poi si scoprì che interi brani del programma elettorale erano stati copiati dal programma di Roberto Formigoni per la Regione Lombardia illustrato in un discorso pronunciato quattro anni prima.

“Le discariche sono all’esaurimento e non riescono più a ospitare le centinaia di migliaia di rifiuti che ogni giorno vengono prodotti” aveva spiegato Formigoni ai lombardi. E così Pili ai sardi, che però non sapevano di che si stesse parlando. Dieci anni dopo, nel 2009, in Sardegna fu ancora polemica. Ugo Cappellacci, candidato presidente alla Regione fu accusato di aver copiato alcuni punti del programma elettorale. In un video su YouTube il confronto. In materia di innovazione tecnologica? Le proposte erano state copiate dalla sezione dedicata alle innovazioni del portale della Regione Piemonte. Strategie economiche? Copiate da un documento di Confagricoltura del 2008. Le strategie di partecipazione dei cittadini? La fotocopia di un Protocollo del 2001 fra Regione Toscana, Comune e Provincia di Firenze.

L’Abruzzo ripopola i fiumi – Nell’ottobre 2011 la Regione Abruzzo ripopolò i fiumi di animali. Al centro della bufera uno studio affidato dieci anni prima a un gruppo di imprese per sostenere un nuovo piano di tutela delle acque. In quelle pagine si legge che ad Ortona, sul fiume Arielli, era possibile incontrare la Marzaiola americana, l’Alzavola asiatica e il Picchio dorsobianco. In Abruzzo anche il Riccio orientale, la Trota marmorata e il Salmerino alpino. Il piano fu varato senza che nessuno se ne accorgesse. Gli errori furono scoperti da uno studio del Wwf Abruzzo.

A ottobre 2013, invece, sul sito del Comune di Camposano fu pubblicato il bando per l’affidamento quadriennale del servizio di tesoreria comunale. Un copia e incolla dal comune di Cicciano, tant’è che è stata lasciata anche la dicitura ‘Comune di Cicciano’. Questione di diritti d’autore. Pochi mesi dopo, a dicembre, a Siracusa il sindaco Giancarlo Garozzo promise giustizia “senza sconti” nei confronti del responsabile del copia e incolla del Piano generale di sviluppo dal Comune di Cremona. Nel 2014 è finito sotto accusa il sindaco di San Severo (Foggia) Francesco Miglio, dopo le parole pronunciate presentando le linee programmatiche di mandato. L’opposizione si indignò perché molti brani del programma del primo cittadino del Pd erano copiati dal sindaco di Bastia Umbra (Perugia), Stefano Ansideri, che ha amministrato dal 2009 al 2014, ma con una giunta di centrodestra.

Anche i messaggi formato fotocopia – Più di recente, ad aprile scorso, il sindaco di Bareggio, Giancarlo Lonati, in occasione del 25 aprile ha inviato una lettera ai cittadini che risiedono lungo le vie del percorso del corteo chiedendo loro di esporre le bandiere. Una missiva presa pari pari da un vecchio testo, con ancora nell’intestazione il nome dell’ex sindaco Monica Gibillini. A settembre, invece, alla ripresa delle lezioni scolastiche il sindaco di Cervarese Santa Croce, Massimo Campagnolo, ha inviato una lettera agli studenti come augurio. Un’idea apprezzabile, peccato che il messaggio sia stato copiato da quello della presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini. La responsabilità è stata attribuita a una funzionaria che aveva ricevuto l’incarico di redigere il testo.

A volte il copia e incolla non è solo frutto di atti che diventano barzellette, ma può essere anche motivo di forte imbarazzo. In questo caso forse la gaffe più grave non è italiana. Accadde nell’estate del 2013, quando in Spagna circa 80 persone morirono in un incidente ferroviario. Il premier spagnolo Mariano Rajoy – attraverso il suo ufficio – diffuse un comunicato sull’incidente di Santiago de Campostela, confondendo la sciagura con il terremoto che giorni prima aveva colpito la provincia cinese di Gansu.