Quarto è territorio ad alta densità criminale. Ho letto i decreti di scioglimento di quel Comune, l’ultimo azzeramento è avvenuto nel 2013. Quell’area è stata per anni feudo del clan Nuvoletta, organizzazione camorristica legata alla mafia siciliana, poi dei Polverino. L’imprenditoria edile criminale, negli anni, ha costruito palazzine, spesso abusive, riciclato denaro, ha corrotto, scambiato favori, compromesso la tenuta dello stato di diritto e della democrazia. “Nonostante l’adozione del piano regolatore, approvato nel 1991 e poi aggiornato nel 1996, l’abusivismo edilizio – si legge nella reazione allegata al decreto di scioglimento del 2013 – non ha mai conosciuto a Quarto soste, perfezionandosi in un processo di vera e propria evoluzione”. Il tutto grazie alla complicità di burocrati e il condizionamento degli organi elettivi. Roba seria, o seria per chi vuole liberarsi del nodo criminalità-politica. Roba da niente per chi vuole guadagnare quattro voti, in un incrocio di accuse che non serve a nessuno.

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Alle ultime Comunali hanno vinto i 5 stelle, è sceso lo stato maggiore del Movimento a festeggiare. Oggi è il tempo delle domande. Le ricostruzioni del sindaco sulle presunte minacce subite sono contraddittorie e, tardiva, la denuncia dei fatti accaduti; un consigliere grillino, poi espulso e successivamente dimessosi, è indagato per tentata estorsione e voto di scambio politico mafioso con un imprenditore locale; dalle intercettazioni risulta che settori del crimine organizzato abbiano puntato e votato M5S. Non solo. C’è da verificare l’affidamento dei lavori della rete idrica ad una ditta sotto giudizio amministrativo per condizionamenti dei clan. E’ un quadro allarmante siamo oltre la spia di emergenza.

Tacere non serve e neanche sottovalutare, qualcosa si potrebbe fare per un movimento che predica, e quindi ha il dovere di praticare, ‘onestà’.

La prima: chiedere l’attivazione della commissione di accesso per appurare eventuali condizionamenti criminali. Una commissione prefettizia accerterà così eventuali infiltrazioni camorristiche. L’altra strada sono le dimissioni del sindaco così da provare ad evitare un nuovo caso di azzeramento del Consiglio comunale per camorra. La seconda: discutere seriamente della raccolta di consensi in terra ad alta densità criminale. La terza: affrontare il nodo di un crimine organizzato che se ne fotte degli annunci, ma investe sul carro del vincitore puntando sull’incensurato anche se ti chiami M5S. La quarta: evitare di gridare al pestaggio mediatico. E’ insopportabile.

Se non fa questo il Movimento 5 stelle perde punti nella lotta al patto criminalità-politica.

E gli altri cosa dovrebbero fare? Intendo il Pd. Fare opposizione, denunciare, chiedere chiarimenti, certo, ma anche porsi qualche interrogativo al proprio interno: veramente abbiamo candidato Tommaso Barbato, poi arrestato per rapporti con i Casalesi, a sostegno di De Luca? Ma veramente Barbato era braccio destro in campagna elettorale dell’attuale governatore? Ma veramente c’era Gomorra in alcune liste che appoggiavano l’ex sindaco di Salerno come denunciato da Saviano? Quando avranno risposto affermativamente potranno chiedere scusa e provare a costruire condizioni per evitare simili indecenze.

Per chi qualche conseguenza la vive nel proprio percorso per aver scritto e parlato di camorra con nomi e cognomi, dalla politica non si aspetta l’ammuina ma serietà nelle azioni, coraggio nelle scelte e coerenza, maledettamente, coerenza.