“Volevano portare a termine una rapina o un rapimento” fa sapere il ministero dell’Interno dopo l’attacco al resort Bella Vista di Hurghada sul Mar Rosso. Molto diverse invece le informazioni ottenute dai media locali che descrivono nei fatti un fallito attentato kamikaze: secondo Al Arabiya innanzitutto gli assalitori sarebbero stati tre di cui due uccisi e il terzo ferito e in fuga: uno dei tre uomini avrebbe indossato una cintura esplosiva e un altro avrebbe impugnato una bandiera dell’Isis. Il sito egiziano el Doustour e la Bbc in arabo citano “testimoni” secondo cui gli assalitori urlavano anche “Allahu akbar” (Allah è grande), il grido di morte sentito in tutti gli ultimi attentati poi rivendicati dallo Stato islamico. Gli assalitori avrebbero avuto anche una pistola.

Per il ministero dell’Interno invece sono due gli uomini armati di coltelli che sono stati colpiti e uccisi dalla polizia: uno degli assalitori è stato identificato dalle forze dell’ordine come Mohamed Hassan Mohamed Mahfouz, uno studente di 22 anni di Giza al Cairo. Su Facebook la polizia ha rivelato che i due terroristi avevano anche una pistola finta. Tre cittadini europei, due austriaci e uno svedese, i turisti rimasti feriti. In un primo momento una fonte della sicurezza aveva riferito all’agenzia Efe che i feriti erano due, cioè una turista danese e una tedesca. Precedentemente il ministro egiziano del Turismo, Hisham Zazu, aveva detto che gli assalitori erano tre e che erano stati tutti uccisi dalle forze di sicurezza. 

Stando alla ricostruzione fornita dal ministero dell’Interno, gli aggressori sono entrati nell’albergo passando dal ristorante esterno e hanno minacciato i clienti con un coltello. Quando hanno provato a fuggire, le forze di sicurezza dell’hotel hanno sparato contro di loro, uccidendoli: nello scontro a fuoco sono rimasti feriti anche tre turisti, trasferiti subito in ospedale. Si tratta di una coppia di anziani austriaci Renata and Wilhelm Weisslein e un giovane svedese Sammie Olovsson che hanno riportato ferite solo superficiali. Il portavoce del ministero della Sanità, Khaled Muyahid, ha riferito che sono tutti in condizioni stabili.

I media locali intanto continuano a sostenere un’altra ricostruzione dei fatti: secondo Al Arabiya e altri ci sarebbe stato un terzo uomo, fuggito poi per mare, da dove sarebbe venuto il commando come avvenuto a Sousse, in Tunisia. Per questo la città è stata blindata dalle forze di sicurezza. Nonostante le testimonianze nessun gruppo terroristico, neanche quello affiliato all’Isis e attivo nel nord del Sinai, ha al momento rivendicato l’attacco. L’hotel si trova nella centralissima Sheraton Road ed è noto per essere frequentato quasi esclusivamente da turisti del Nord Europa e dalla Russia. Viene escluso, al momento, che siano stati coinvolti italiani. L’Unità di crisi della Farnesina si è comunque immediatamente attivata dopo le prime notizie dell’assalto ed in serata era in contatto con l’ambasciata italiana al Cairo per verificare l’eventuale presenza di connazionali.

Nel 2015 sono stati diversi gli attacchi contro i turisti nei luoghi di vacanza in Nord Africa. C’è stata la strage dei crocieristi al Bardo a Tunisi e poi quella dei bagnanti a Sousse. Senza dimenticare le immagini dell’A-321 carico di turisti russi di ritorno da Sharm El Sheikh abbattuto sul Sinai. Fino agli spari contro i turisti in visita alle Piramidi. Solo giovedì un autobus di viaggiatori arabo-israeliani è stato colpito da spari esplosi davanti a un hotel durante uno scontro tra forze di sicurezza e sconosciuti. L’autobus era vuoto e nessuno è rimasto ferito. E anche quest’ultimo l’episodio si profila come un nuovo colpo all’industria turistica egiziana messa in ginocchio dal terrorismo dell’Isis.