Avrà pure ragione Angelino Alfano, ovvero che le unioni civili non erano nel programma sottoscritto dall’Udc a suo tempo col premier Matteo Renzi; e non c’era la stepchild adoption, l’adozione del figlio del partner all’interno di una coppia omosessuale… Insomma, forse formalmente le cose stanno come dice il ministro, ma non sono gli accordi di massima stretti anticipatamente a fare ora la differenza: è la vergogna che l’Italia porta con sé nel panorama internazionale a contare qualcosa in questo momento.

unionicivili-roma

Per un Paese – l’unico tra quelli avanzati nel panorama europeo – non avere una legge che regolamenti la vita amministrativa e burocratica all’interno delle coppie omosessuali è un marchio d’infamia che dovrebbe essere emendato il prima possibile; siamo l’unico Paese a portare i segni di un’arretratezza che da nessuno è più tollerata.

Dopo ci domandiamo perché l’Italia goda di così poca considerazione. Ci domandiamo perché mai ci si possa venire a trovare nella condizione in cui versa il governo di Bruxelles, dove con l’inizio del 2016 non esiste più un nostro connazionale all’interno del gabinetto del presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker. Dimessosi l’esperto giuridico Carlo Zadra, nessun altro italiano è stato chiamato a sostituirlo.

“Iniziare il nuovo anno senza un italiano nel Gabinetto Juncker non facilita certo i rapporti tra il nostro Paese e i vertici dell’Unione”, ha detto il sottosegretario Sandro Gozi. Io gli risponderei che ha ragione; ma il fatto è che sono persone come Angelino Alfano, con le loro considerazioni arretrate e per nulla lungimiranti, a tenere lontano il nostro Paese dagli scenari più evoluti.

Alfano dovrebbe quindi dimettersi per fare in modo che l’Italia possa cominciare a guardare in faccia e senza vergogna i propri partner europei. Invece continua ad essere un ministro della Repubblica e a pontificare di iniziative volte – a suo dire – a tutela della famiglia tradizionale, dei bimbi e della loro crescita.

Ha proposto una raccolta di firme per impedire che la stepchild adoption trovi posto nel testo di legge sulle unioni di civili. Dice di voler far argine a iniziative che verrebbero di conseguenza, come l’utero in affitto e altre cose del genere. Lui pontifica sulla cosiddetta ‘difesa della vita’ negando diritti a centinaia di migliaia di famiglie omogenitoriali ed ai piccoli che vivono al loro interno.

Alfano vorrebbe ulteriormente penalizzare le pratiche delle adozioni speciali… Alfano vorrebbe… Io lo ripeto: la cosa migliore che potrebbe regalare il ministro a questo Paese sono le sue dimissioni. Fatto sta che a fine gennaio ci conteremo e lì, al momento del voto sul ddl Cirinnà, lo vedremo: chi starà dalla parte del progresso e chi con Alfano e il suo mondo arretrato.