Bentornati a Ten Talking Points, l’unica rubrica più assurda di Renzi vestito da Chewbecca in mutande sulla neve.

1.Scanzi, non credi di esagerare con la storia dell’Inter che vince lo scudetto?”. No. “E se poi l’Inter lo scudetto non lo vince?”. Impossibile, e comunque funziona così. Se l’Inter vincerà lo scudetto, io potrò dire: “L’avevo detto”. Se non lo vincerà, io potrò aprire un Ardbeg 16 anni con il mio amico Nardella per festeggiare.
2. A proposito: l’Inter comincia il 2016 con la sontuosità di sempre: Handanovic man of the match, mezzo tiro in porta e avversaria (a cui non danno un rigore) molto più convincente. Il solito film. Tenetevi pronti per il trenino di Lerner, Vecchioni e Severgnini. Sarà gioia grande.
3. La Juve non la ferma più nessuno. O così pare. Allegri, con quell’espressione perenne da Fassino appena ilare, è un aziendalista a metà. Finge di fare quello che gli ordina il capo (per esempio il berlusconiano “Si tagli i capelli!”). Ogni tanto prende cantonate siderali (la cessione di Pirlo e Thiago Silva, la sottovalutazione a inizio stagione di Dybala). Poi però fa quello che gli pare. E otto volte su dieci ci prende. Chapeau.
4. Mentre noi parliamo di calcio minore, un uomo regala sistematicamente leggenda. Si chiama Eziolino Capuano e ogni giorno ne inventa una. Allena l’Arezzo e, quando perde, minaccia i suoi giocatori di “scannarli”. Due giorni fa un’innocua amichevole tra Arezzo e Tegoleto è stata sospesa dopo 12 minuti per rissa. Capuano, con calma consueta, è entrato in campo e ha cominciato a gridare: “No! Noooooooo!!!”. Ci ha messo più foga lui in quell’urlo che Montolivo in tutta la sua carriera. Nei ritagli di tempo, quando la Picierno non mi stalkera con i suoi messaggi d’amore, raccolgo le perle linguistiche di “The Man” Capuano. Dal Vangelo secondo Eziolino: “Io non sono molto bravo sull’aspetto lessico”; “Dobbiamo giocare al limite dello strapazzo”; “Io friggo i pesci con l’acqua minerale”; “In campo voglio undici maiali rabbiosi”; “Sono il garante del popolo e il depositario di verità”; “Quando parliamo di feccia umana, qui stiamo all’apoteosi dell’immondizia illimitata”. Eccetera. Se De Luca salta per la Legge Severino, candidate lui come Presidente della Campania. Oltretutto Eziolino è un ex fascista oggi renziano, quindi le credenziali le ha proprio tutte.
5. Torniamo al calcio minore: Milan. Perdere con il Bologna non è una sorpresa, perché con Donadoni il Bologna ha una media Champions League e il Milan resta una squadra da sesto/ottavo posto se va bene (io ve l’avevo detto, cit). Mexes in realtà è Enzo Salvi con la coda, Cerci ha chiuso la sua pagina Facebook per eccesso di insulti, Montolivo è un capitano così carismatico che quando ordina alla squadra di salutare la curva a fine partita non lo segue neanche Calabria. Il Camerata Miha, che non è l’unico colpevole ma non ci sta capendo nulla, aveva promesso 12 punti in 4 partite “facili”. Io, conoscendo i miei polli, avrei firmato per 6: ne sono arrivati 5. Ormai col Milan passi per ottimista anche quando sei pessimista.
6. Ogni volta che vedo giocare Ilicic, penso ai tanti tifosi viola – come il mio amico Nardella – che lo fischiavano fino all’altro giorno perché “è lento e senza grinta”. Questo paese non ha speranza: lo capisci dalle piccole cose.
7. Se il calcio è bellezza, la lotta sarà tra Fiorentina e Napoli. Quindi sarà testa a testa tra Juventus e Inter. (Lo so, ci sarebbe anche la Roma, ma non mi chiamo Kant e di fronte all’insondabile non so quasi mai cosa dire).
8. A Quelli che il calcio c’è un’imitazione strepitosa di Sarri. La fa Ubaldo Pantani. Ritrae un Sarri sempre incazzoso, però simpatico. Mastica caramelle di bile e non è mai sereno: Che Gue Sarri è esattamente così. E l’azione che ha portato al gol di Insigne andrebbe mostrata nelle università come “apoteosi del collettivo”. Sia Lode al Commodoro Marxista.
9. A fine serata, ogni domenica o mercoledì, c’è un uomo su Sky sommamente schifato da chi osa sedergli accanto. Parla Bergomi, e lui: “Zio, io ti voglio bene ma non capisci niente”. Parla Mauro e lo vedi che sta pensando quello che tutto il mondo pensa quando parla Mauro. Parla Caressa, e lo immagini che sta pensando: “In Croazia uno così non lo avremmo usato neanche come Supertele”. Quell’uomo è Boban ed è il miglior commentatore calcistico della tivù italiana (con Adani, che però ha l’ironia dei cyborg in letargo). Boban sta al piccolo schermo calcistico come Cacciari a quella politico. Meraviglioso.
10. Quesito della settimana: “Dov’era Abate durante il gol di Giaccherini?” Risposta A: stava chiedendo a Montolivo come diavolo avesse fatto a intortare Galliani per il rinnovo di contratto. Risposta B: stava guardando Checco Zalone che imita Gramellini sull’iPad, anche se Abate non sa minimamente chi sia Gramellini. Risposta C: stava citando Kierkegaard con Cerci sulla fascia destra. Spedite le risposte a nardellavive@renziregna.com.