Cane! Ti dirò cane o dovrò chiamarti Dio?”. Esordisce così Vittorio Sgarbi nella video-risposta, pubblicata sulla sua pagina Facebook, alla denuncia dell’associazione animalista Aidaa, secondo la quale “offenderebbe le capre“. Pochi giorni fa la controversa Associazione italiana difesa animali e ambiente (Aidaa) ha presentato un esposto alla procura di Ferrara contro Vittorio Sgarbi per l’epiteto “capra” usato in senso dispregiativo. Ma il critico si difende: “Mentre le capre non mi possono chiedere di essere chiamati uomini – né lo vorrebbero -, molti uomini mi chiedono di essere chiamati capre”. Per questo motivo, l’ex sottosegretario non la considera una vera e propria offesa