“La politica tuteli le frange più deboli”. “I bimbi morti nel Mediterraneo sono testimoni di un fallimento drammatico”. “Serve una sempre più profonda e concreta educazione alla solidarietà e alla legalità”. E’ questo il contenuto del messaggio di Sergio Mattarella a Papa Francesco in occasione della giornata mondiale della Pace. Nel discorso di fine anno alla nazione, il presidente della Repubblica aveva già parlato della necessità di riportare l’attenzione sulle fasce più deboli della popolazione, dalle donne ai giovani. “Desidero richiamare il ruolo decisivo della politica“, ha scritto, “e dunque l’impegno delle Istituzioni italiane per corrispondere con garanzie solide alle legittime aspettative delle componenti più fragili della nostra società”. Al centro del testo poi la necessità di progredire nello “sforzo di tutela nei diritti dei cittadini per una sempre più profonda e concreta educazione alla solidarietà e alla legalità”.

Il Capo dello Stato ha anche parlato della minaccia terroristica che ha colpito il mondo negli ultimi mesi. “La barbarie terroristica e le violenze – volte a sovvertire le fondamenta del vivere civile e dello Stato di diritto – si moltiplicano, apparendo tanto più odiose in quanto perpetrate a danno di innocenti”. Mattarella ha poi affrontato il tema dell’immigrazione: “Le migliaia di donne e uomini annegati nel Mediterraneo, i 700 bambini morti nella speranza di raggiungere un’esistenza serena, lontano dalla guerra e dalla miseria, sono muti e sofferenti testimoni di un fallimento drammatico”. Il mondo, secondo il Capo dello Stato, sta affrontando “una terza guerra mondiale combattuta a pezzi”: “Ovunque volgiamo lo sguardo vediamo un numero ancora troppo elevato di membri della famiglia umana preda di tensioni irrisolte e inaccettabili limitazioni all’accesso a beni essenziali”.

Il 2015 è stato un anno “particolarmente difficile”: “Siamo tormentati dagli oltre trenta conflitti che insanguinano il Medio Oriente, l’Africa, l’Asia e anche l’Europa. Questi segnali si intersecano tra loro e ripropongono sfide e opportunità che è compito primario e indifferibile delle Istituzioni e della società civile affrontare e cogliere per ampliare gli spazi di solidarietà, di libertà e di collaborazione tra popoli”. Per il Capo dello Stato: “Il cammino del cambiamento è tracciato e, dunque, ben visibile: per questo cogliamo con convinzione l’invito a ravvisare segnali di speranza in quella che VostRa Santità indica come la capacità dell’umanità di operare nella solidarietà, silenziosamente e discretamente, ma con efficacia. I singoli e le organizzazioni di volontariato, che si adoperano per alleviare le sofferenze degli indifesi, di coloro che sopravvivono ai margini delle società, scontando quotidianamente la cultura dell’indifferenza e del consumismo edonistico, rendono limpida e intensa questa speranza“.