Stava compiendo un giro di perlustrazione nei pressi di una cava, quando è stato ucciso con due colpi di fucile. L’omicidio è avvenuto nella notte tra martedì e mercoledì 30 dicembre a Savio, nel Ravennate. A trovare il cadavere di Salvatore Chianese, guardia giurata di 42 anni, è stato un collega intorno all’una e 17, che non sentendolo più si è insospettito. Il corpo era all’ingresso della cava Manzoni.

Il metronotte è stato freddato con un fucile da caccia. Uno dei colpi lo ha centrato alla testa. Sul posto intervenuti i carabinieri del reparto Operativo di Ravenna e i militari della compagnia di Cervia-Milano Marittima, oltre al pm di turno Daniele Barberini. Sul posto sono in corso le ricerche della pistola di Chianese, sparita dopo l’omicidio insieme al suo portafogli.

Per quanto riguarda il movente, “stiamo vagliando tutte le ipotesi a 360 gradi”, ha detto il procuratore capo Alessandro Mancini. “Se di agguato si è trattato”, l’assassino “doveva conoscere i turni della vittima, e non è facile”. Inoltre “pensare che il metronotte sia arrivato mentre era in corso un atto criminoso”, tipo un furto di materiale dalla cava, “non convince visto che l’uomo è stato colpito mentre sollevava la sbarra d’ingresso”. Per quanto riguarda la sparizione dell’arma, ha aggiunto, si tratta di “un fatto molto inquietante”.

La fedina penale di Chianese era immacolata. Originario di Napoli, a lungo residente a Trentola Ducenta, nel Casertano, da tempo viveva assieme alla moglie e al figlio di 9 anni a Campiano, frazione alle porte di Ravenna. Sull’omicidio è intervenuto anche il sindaco di Ravenna, Fabrizio Matteucci: “Ho parlato con il colonnello Massimo Cagnazzo, comandante dell’Arma dei carabinieri, che mi ha confermato che le indagini per individuare l’assassino della guardia giurata avvenuto a Savio vengono svolte a 360 gradi e con il massimo dispiegamento di forze. Esprimo le condoglianze alla famiglia della vittima: il cuore di Ravenna sanguina per questo efferato omicidio che ha spezzato questa giovane vita”.