E’ stata chiusa l’inchiesta sul caso di Andrea Soldi, il 45enne affetto da schizofrenia morto ad agosto dopo un trattamento sanitario obbligatorio. La procura di Torino ipotizza il reato di omicidio colposo nei confronti di quattro indagati. Si tratta di tre agenti della polizia municipale (Enri Botturi, Stefano Delmonaco e Manuel Vair) e lo psichiatra che autorizzò il Tso (Pier Carlo Della Porta), che potrebbero essere rinviati a giudizio.

Secondo l’autopsia del medico legale Valter Declame, incaricato di effettuare l’esame dal pm Raffaele Guariniello (oggi al suo ultimo giorno di lavoro), Soldi è morto per “strangolamento atipico, una morte violenta conseguenza di come è stato eseguito il Tso. “Ad Andrea non sono state risparmiate nemmeno le manette quando ormai era già privo di sensi e in condizioni di sofferenza respiratoria”, hanno sottolineato gli avvocati della famiglia dell’uomo, Luca Lauri e Giovanni Soldi, che della vittima era anche cugino.

Una “brutalità” inaudita per i legali della sua famiglia, mentre quelli degli indagati hanno sempre respinto le accuse. “Il nostro esperto non concorda con le conclusioni del consulente della procura – ha sostenuto Anna Ronfani, legale dello psichiatra – ed esprimerà nelle sedi opportune le ragioni del suo dissenso scientifico”. Stessa intenzione dei legali dei tre agenti della polizia municipale, Stefano Castrale.

Soldi, che da ’90 soffriva di schizofrenia, il 7 agosto scorso era seduto su una panchina di piazzale Umbria, dove spesso trascorreva le sue giornate. Gli abitanti del quartiere lo conoscevano e hanno raccontato che non ha mai dato problemi. Quel giorno però, il 45enne ha dato in escandescenza. A chiedere l’intervento dei sanitari sono stati gli stessi familiari. Il centro di salute mentale dell’Asl 2 ha ordinato un Tso e una pattuglia di vigili urbani è arrivata sul posto per eseguirlo. Non era la prima volta che Soldi veniva sottoposto a questo tipo di intervento. Molti testimoni hanno raccontato da subito che per immobilizzare Soldi, 150 chili di stazza, sono state utilizzate maniere troppo forti.