Morto un Papa se ne fa un altro”. Bergoglio avrà fatto gli scongiuri sentendo le parole di Carlo Tavecchio, ma il fatalismo del presidente della Federcalcio non è rivolto al Pontefice, bensì ad Antonio Conte. Il rinnovo del ct dell’Italia resta in dubbio, e così le ultime dichiarazioni aprono ufficialmente la corsa alla sua successione. Con una certezza: se davvero sarà addio, non sarà facile trovare un sostituto all’altezza. Il movimento azzurro rischia di dover ricominciare da zero fra meno di un anno. In mezzo ci sarà Euro 2016, crocevia del destino di Conte, della nazionale e forse persino della dirigenza.

Arrivati a questo punto, sembra difficile che la firma sul nuovo contratto arrivi prima del torneo. Dipenderà dai risultati: in caso di fallimento, la separazione sarà quasi inevitabile. Ma il ct potrebbe essere tentato di andarsene anche in caso di successo, tentato dall’idea di lasciare al top. Paradossalmente, le chance di una prosecuzione del rapporto sembrano più alte con un torneo senza infamia e senza lode (eliminazione ai quarti/semifinali). Le relazioni fra Conte e Tavecchio erano e restano ottime: il presidente federale non perde occasione di paragonare a un figlio il tecnico originario di Lecce. Lo aveva fatto in un’intervista a metà dicembre, lo ha ribadito anche ieri ai microfoni di Rai Sport. Stavolta, però, alla metafora del rapporto paterno e all’ottimismo sul rinnovo, si è aggiunto il proverbio ‘papale’ che fa capire come anche in Figc si stiano guardando intorno per il futuro.

Un’indicazione importante al riguardo, del resto, era già arrivata qualche tempo fa con le dichiarazioni di Michele Uva: il direttore generale, pur confermando la volontà di trattenere Conte, aveva rivelato l’esistenza di “un mercato di club importante”, a livello nazionale ed europeo. Il ct azzurro fa gola a tanti, alla vigilia di un’estate in cui ci sarà un grande rimescolamento di panchine. In Italia Milan, Roma e la stessa Juventus potrebbero cambiare, in Europa Real Madrid, Manchester United, Chelsea, Manchester City sono tutte alla ricerca dell’uomo giusto per avviare un nuovo ciclo. E lui non ha mai nascosto la sua nostalgia per il lavoro quotidiano e per la “musichetta della Champions”.

Papa o figlio che sia, Conte potrebbe presto lasciare la panchina della nazionale. E allora è già toto-nomi per il successore. La Puma, che di recente ha stipulato un contratto d’oro legato proprio all’immagine di Conte ct, si aspetta un sostituto all’altezza, e questo sembra scartare le soluzioni interne (vedi l’ex capitano Fabio Cannavaro) o low-cost (Guidolin, Zaccheroni). Tra i grandi vecchi sulla piazza ci sono Fabio Capello (costa tanto) e Marcello Lippi (improbabile un suo terzo mandato). Ancelotti si è già promesso al Bayern Monaco, per questo una delle piste più percorribile porterebbe proprio a Massimiliano Allegri, che ha già sostituito Conte con ottimi risultati sulla panchina della Juve. Una seconda staffetta è possibile. Ma prima di parlare dell’eventuale nuovo ct azzurro, bisognerà capire a chi toccherà il compito di sceglierlo.

Dopo Euro 2016, si voterà anche per la presidenza della Figc. E Tavecchio, che con l’elezione di Gabriele Gravina ha perso l’appoggio fondamentale della Lega Pro, non è più così sicuro di essere rieletto nell’assemblea che si dovrebbe tenere nell’autunno del 2016. Sarà quello il vero conclave del prossimo anno.

Twitter: @lVendemiale