Il “punto fermo” è il programma, tanto alle politiche – dove “il reddito di cittadinanza” rimane in testa alle priorità – quando alle amministrative di Roma dove, spiega, “noi vogliamo vincere”. Perché il Campidoglio “è una tappa obbligata prima del governo. Un banco di prova. Se avessimo paura di governare Roma non potremmo neppure pensare di voler governare il Paese”. Il cofondatore del Movimento 5 Stelle Gianroberto Casaleggio, intervistato dal Corriere della Sera, parla del dopo Marino e dell’evoluzione del Movimento al quale, specie al nord, si stanno avvicinando “persone con profili sociali diverso rispetto all’inizio (“bocconiani, pragmatici, vicini alle imprese”, scrive il Corriere), ma non sono frutto di una scelta calata dall’alto”.

A novembre è stato eliminato il nome di Grillo dal simbolo, ma secondo Casaleggio nel 2016 non ci saranno altre novità formali o organizzative. Però, sottolinea, “il movimento cresce molto velocemente e questo comporterà maggiore cura organizzativa”. All’orizzonte, comunque ci sono le elezioni nella Capitale, e il cofondatore M5s parla dell’ individuazione di “dieci aree di intervento per la città” la cui priorità sarà decisa con una votazione online. “Il candidato sindaco e la lista comunale saranno infine scelti online dagli iscritti di Roma“.

A livello nazionale, invece, “gli italiani – dice – cominciano ad accreditarci come forza di governo nonostante le falsità dell’informazione e la barriera messa in atto dai partiti in ogni forma possibile”. E per il rilancio dell’Italia le priorità sono “innovazione, istruzione, eliminazione della corruzione, diminuzione del livello di tassazione contemporaneamente a una seria lotta all’evasione, etica“. Parla anche della crisi rifiuti a Livorno, amministrata da Filippo Nogarin, e punta il dito contro la “la strategia del Pd” di dimostrare che non funzionano “perché in questo caso il M5S non sarebbe neppure affidabile per governare il Paese. Nel caso di Livorno i problemi non ci sono. Sta di fatto che quando vinciamo ci troviamo quasi sempre i conti dissestati dalle precedenti amministrazioni”.

Infine giudica “buono” l’accordo sulla Consulta, perché è stato “frutto di un confronto da parte nostra chiaro e trasparente con le altre forze politiche”. “Ci sono situazioni, come la Consulta e la Rai, che richiedono decisioni continue e veloci, per ora ancora impraticabili con il web. In ogni caso il gruppo parlamentare ha discusso e approvato le scelte a maggioranza”.