massariniQuando in orario non consono torno a casa dal lavoro e ceno mentre la stragrande maggioranza degl’italiani è già sotto le coperte, accendo la tv e nel deserto della programmazione notturna, nonostante il nutrito gruppo d’emittenti nazionali e regionali, quasi sempre sul telecomando schiaccio i tasti 2 e 3, sicuro che su Rai5 c’è Carlo Massarini che qualcosa di buono ha sempre da proporre.

Ghiaccio Bollente è il titolo della trasmissione che conduce da tre anni, in onda intorno alla mezzanotte. Un contenitore musicale libero e trasversale, che in un flusso notturno manda il meglio della musica fra documentari, biopic, live, programmi estrapolati dalle Teche Rai e grandi eventi come Woodstock, Crossroads o Umbria Jazz.

È contagioso Carlo Massarini nel modo in cui introduce gli argomenti, capace come è di accompagnare lo spettatore nell’universo magico della musica, colta o popolare che sia. E non di soli artisti famosi o di leggende si parla a Ghiaccio Bollente. Sovente capita di imbattersi anche in emergenti o in tipi indie, probabilmente sconosciuti anche nei loro paesi, ma se li consiglia Massarini si può esser certi che il talento c’è. Per forza.

Avrei voluto da sempre ringraziare Carlo in qualche modo. Per quando mi ha consigliato di mettermi comodo e gustarmi il concerto di Janis Joplin o il doc su Jimi Hendrix. O quando mi ha invitato a non perdermi per nulla al mondo l’esibizione di James Brown o di Eric Clapton
Credo che questo sia il momento giusto per farlo. E lo faccio pubblicamente perché Carlo ora ha bisogno di sostegno: la nuova dirigenza Rai ha deciso di chiudere Ghiaccio Bollente e almeno in Rete, sui vari social c’è gran fermento affinché ciò non accada.

“Tre anni di musica di tutti i generi e di tutti i Paesi, senza barriere di nessun tipo. Questo, per noi, è un programma di cultura musicale”. Così Massarini ha chiuso l’ultima puntata andata in onda martedì 22 dicembre. Per poi spiegare: “È arrivata una email di una riga, non c’è stato nessun contatto personale né spiegazione al nostro produttore interno. Il costo era sicuramente molto basso in confronto ad altri programmi e i risultati erano in media con quelli della rete, spesso migliori. Facciamo tutto in casa. Considerando che in due anni non abbiamo mai avuto un supporto dalla rete, un qualsiasi tipo di promozione, verrebbe da pensare che non eravamo certo una loro priorità”.

Sono migliaia i messaggi sulla bacheca Facebook di Massarini nei quali i fan comunicano il loro disappunto. Su Change.org è partita invece una petizione – che anche io ho sottoscritto – e le adesioni sono tantissime. Con la speranza che la dirigenza si ravveda e torni sui suoi passi, non mi resta che dirti grazie Carlo, per tutto quello che mi hai insegnato su una materia scivolosa come la musica di cui più sai e più ti rendi conto di non sapere.