Oggi è la sede di un lussuoso ristorante all’interno dell’Hotel Scribe nel cuore di Parigi, ma il 28 dicembre 1895 s’improvvisò quale sala cinematografica ante litteram. I fratelli Auguste e Louis Lumière vi programmarono la prima proiezione al mondo di immagini-in-movimento con pubblico pagante. Quel giorno nasceva il cinema. Tra le varie iniziative celebrative del 120° compleanno della Settima Arte è interessante quella proposta dalla piattaforma Rai Cinema Channel che mostrerà gratuitamente il film BORN IN THE U.S.E. del giovane regista Michele Diomà proprio nella serata del 28 dicembre. Si tratta di percorso audiovisivo che documenta la storia del cinema in 80’ attraverso i suoi momenti più rivoluzionari.

A testimoniarli, parlandone con passione e competenza, sono alcuni dei protagonisti di quest’arte collettiva, dal compianto Francesco Rosi a Giuseppe Tornatore, da Renzo Rossellini a Luis Bacalov. “Il progetto – spiega il regista – nasce nella casualità di un viaggio a Vienna dove ero andato per un concerto. Avvolto nel silenzio della neve ho come compreso il misterioso rapporto tra illusionismo e verità, cioè le due ambivalenze espressive del cinema”.

Un’arte che il grande Rosi non temeva nel definire immortale (“il cinema non morirà mai”) e sul cui magnifico Il caso Mattei il maestro scomparso un anno fa qui rivela alcuni dettagli produttivi, confermati dal suo collega Tornatore secondo il quale “quel film oggi non gliel’avrebbero fatto fare”.  Il dispositivo narrativo che dà forma a Born in the U.S.E. è quello del metalinguaggio cinematografico, una sorta di auto-reportage guidato dallo stesso Diomà che si interroga sostanzialmente quale sia stato il ruolo della Settima Arte durante le grandi svolte della Storia, specie di quella europea.