Ennesimo naufragio al largo della Grecia. Almeno 13 persone, tra cui 7 bambini, sono annegate e una risulta dispersa. Secondo le autorità elleniche che hanno aperto un’indagine sull’accaduto, la barca sulla quale viaggiavano i migranti, probabilmente proveniente dalla Turchia, trasportava almeno venticinque persone, quindici delle quali sono state salvate. Solo il 22 dicembre nel Mar Egeo, vicino alla costa turca di Kundasi, un incidente simile aveva provocato undici vittime, di cui tre bambini.

Continua ad aumentare il numero dei morti causati dalle traversate marittime, i cosiddetti “viaggi della speranza”, in direzione dell’Europa. Secondo Save the Children il 25,5% dei migranti e rifugiati giunti in Europa nel 2015 sono minori, per un totale di 256.404 bambini che sono arrivati dall’inizio dell’anno. L’ong ha inoltre denunciato che, nonostante l’aiuto di molti paesi europei, l’Europa stia facendo troppo poco per proteggere e aiutare i più vulnerabili e fermare i naufragi di intere famiglie poco lontani dalle nostre coste. “Questo è un test per il nostro modello di Europa”, ha dichiarato in una nota Raffaela Milano, direttore dei programmi Italia-Europa di Save the Children. “Quando i bambini muoiono alle nostre porte, dobbiamo prendere provvedimenti più radicali, non ci può essere una priorità maggiore”.