Una mozione di sfiducia per il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina. Accusato dal Movimento 5 Stelle di «inidoneità ed errori» nella gestione dell’emergenza Xylella in Puglia, che ha snaturato la produzione agricola in Salento e provocato pesantissimi danni all’economia regionale. Il testo, depositato al Senato e visionato in anteprima da ilfattoquotidiano.it, sarà calendarizzato e discusso solo nel 2016 a causa della pausa natalizia. Ma intanto non viene esclusa la preparazione di un esposto in Procura per fare luce sulla questione. «Martina ha pesanti responsabilità, è stato il braccio armato di questa operazione che sta portando alla desertificazione di alcune aree del Salento», accusa Daniela Donno, capogruppo in commissione Agricoltura del M5S a Palazzo Madama e prima firmataria della mozione.

STOP ABBATTIMENTO  A causa della presenza della Xylella sono stati abbattuti centinaia di ulivi nel Salento, eseguendo l’ordine dell’Unione europea. Ma Bruxelles sembra esser stata tratta in inganno, perché l’operazione potrebbe non avere le necessarie basi scientifiche: ci sono infatti dubbi sul nesso tra la presenza del batterio e il disseccamento delle piante. Un’inchiesta della Procura di Lecce ha così messo sotto indagine 10 persone – tra cui il Commissario straordinario Giuseppe Silletti nominato nel febbraio 2015 – imponendo lo stop al programma di eradicazione delle piante. Sull’emergenza Xylella si stagliano cosi pesanti ombre. «Tra i reati ipotizzati risultano esserci: diffusione colposa della malattia delle piante, violazione dolosa e colposa delle disposizioni in materia ambientale, falso materiale e ideologico commesso da pubblico ufficiale, getto pericoloso di cose, distruzione di bellezze naturali», si legge ancora nel testo della mozione di sfiducia. E quindi «nonostante le incertezze e le carenze scientifiche in merito al ceppo pugliese del batterio Xylella fastidiosa nonché la sussistenza di campionamenti con pochi casi positivi, si è proceduto – nell’assoluta imperizia operativa, di controllo e di salvaguardia del Ministro Martina – alla distruzione di un numero considerevole di piante nel territorio pugliese, con grave nocumento all’economia locale, al paesaggio e all’ambiente», accusano i pentastellati.

CAPI D’ACCUSA  In questo quadro, il Movimento 5 Stelle punta con decisione l’indice contro la gestione del ministero. «I fatti, unitamente all’inchiesta della procura di Lecce, mostrano l’assoluto fraintendimento da parte del ministro Martina di quella che dovrebbe essere la propria funzione istituzionale, avente quale unico obiettivo, per vero, la cura e la salvaguardia degli interessi pubblici». E scatta l’accusa di «inidoneità» allo svolgimento delle «mansioni, a causa dell’evidente perpetrazione di molteplici errori di valutazione, conduzione e coordinazione». La senatrice Daniela Donno non le manda a dire: «Non c’è stata una ricerca specifica sul disseccamento degli ulivi. La Xylella non era la causa principale né tantomeno l’abbattimento degli alberi era il rimedio. Ma il governo ha preferito fare la mattanza degli alberi invece di indagare a fondo sulla questione. Mi aspetterei le dimissioni del ministro. Ma non lo farà». E la battaglia potrebbe finire anche in Tribunale: «Abbiamo prodotto l’atto politico della mozione di sfiducia. Ma non escludo di presentare, nelle prossime settimane, un esposto in Procura».

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