guida675No, in Olanda non è stata approvato alcuna legge che legalizza il pagamento “in natura” delle lezioni di guida e meno che mai è stata approvata dal parlamento olandese una norma denominata “ride for a ride”. La notizia gira da qualche giorno sui portali di mezzo mondo e possiamo dire si tratti di una bufala? Si, anzi, di una mezza bufala. Vediamo cosa è accaduto davvero e soprattutto se le scuole guida dei Paesi Bassi rischiano di trasformarsi in succursali dei quartieri a luci rosse.

La vicenda non è nuova. Già nel 2011, il quotidiano olandese AD parlava di siti che offrivano questo baratto per coloro non in grado di permettersi un istruttore; in particolare, il giornale di Amsterdam, si riferiva all’indirizzo www.rijbewijs-goedkoopste-in-natura.nl (che letteralmente vuol dire: patenti a buon prezzo in natura) dove veniva segnalata una lista di scuole guida che offrivano questa possibilità ma in realtà, il ritrovato interesse per la vicenda, va cercato in un appello lanciato a settembre dal sito del Bovag, un’organizzazione che riunisce gli operatori olandesi dell’industria automobilistica, alle autorità affinché indagassero sulle voci che parlavano di “sex for driving licence”.

Tali voci erano state alimentate da un articolo pubblicato, qualche giorno prima, dal sito di Verkeerspro, un’associazione di categoria delle scuole guida, che sosteneva di aver visionato, a tal proposito, un rapporto d’indagine della polizia di Rotterdam. Questa storia è ripresa da alcune testate nazionali nei primi giorni di ottobre e di li a poco, il 14 ottobre, Gert Jan-Segers, deputato della microformazione confessionale Christen Unie, presenta un’interrogazione ai ministri competenti chiedendo se siano a conoscenza dell’accaduto.

L’8 dicembre è arrivata la risposta del governo (qui il testo, in olandese, dell’interrogazione e della risposta) dove il ministro della giustizia Ard van der Steur e la collega ai trasporti, la signora  Melanie Schultz, pur considerando deplorevole la pratica, sostengono come non violi alcuna norma, a patto non ci sia passaggio di denaro, sia l’istruttore a proporre l’accordo, e l’allieva (o l’allievo) siano maggiorenni. Specificano, inoltre, i ministri che la licenza agli istruttori che ricevessero un’offerta di pagamento in natura, non potrebbe essere ritirata perché attinente solo alla pratica di guida.

In breve: senza scambio di denaro non c’è prostituzione; quindi in questo caso non ci sarebbe prostituzione ma solo affari privati. La domanda lecita, a questo punto, sarebbe: perché tutto questo caso proprio sulle lezioni di scuola guida? Il portale della tv AT5 ha in realtà messo l’accento sul fatto che il “ride for a ride” sia solo un aspetto e che in generale, ad Amsterdam, proliferano in ogni settore professionale con parcelle particolarmente salate “tariffari alternativi” in natura. Quindi nessun ‘ride for a ride’, nessuna nuova legge, solo pessime traduzioni (il Telegraph citato ovunque come fonte non ha mai nominato una nuova legge). O pessimo uso di Google Translate.