C’è una nuova indagata nell’inchiesta sul delitto di Trifone Ragone e Teresa Costanza, trovati morti nel parcheggio del Palasport di Pordenone nel marzo scorso. E’ Rosaria Patrone, fidanzata 24enne di Giosuè Ruotolo, da settembre primo indagato per l’omicidio che aveva condiviso l’appartamento con il militare prima che quest’ultimo decidesse di convivere con la fidanzata. Secondo la Procura di Pordenone sebbene non ci siano dubbi sul fatto che Rosaria Patrone si trovasse all’altro capo della penisola la notte dell’omicidio, la donna ha contribuito a fornire una copertura al fidanzato, omettendo alcuni dettagli di cui poteva essere a conoscenza o modificando e cancellando la cronologia di alcuni messaggi.

Nel capo di imputazione compare anche la parola istigazione, ancora prima di quello di favoreggiamento: un’accusa diversa e più pesante che il legale della giovane campana respinge categoricamente. “Siamo tranquilli” ha infatti dichiarato Costantino Catapano, avvocato di Rosaria, “pensavamo di aver chiarito tutto nelle tre sessioni-fiume di audizione cui la mia assistita era stata sottoposta. Evidentemente non è così e dunque ci affidiamo all’antico adagio secondo cui la giustizia deve fare il proprio corso e siamo fiduciosi. E’ importante ribadire che eravamo allora e siamo oggi a mille chilometri di distanza da dove il delitto è stato consumato”.

La fidanzata di Ruotolo è attesa mercoledì mattina, alle 10, in Procura a Pordenone: la scorsa settimana i sostituti procuratori erano scesi in Campania e l’avevano ascoltata ripetutamente, come semplice persona informata sui fatti.  In quei frangenti, però, pare che la donna sia caduta in contraddizione rispetto a versioni fornite in precedenza da un’amica, circostanza che le è valsa anche l’accusa di false attestazioni. Rosaria Patrone tornerà in Friuli proprio nelle ore in cui Giosuè Ruotolo è rientrato al paese, usufruendo di una licenza dall’Esercito per stare al capezzale di un congiunto gravemente malato.

Il 17 marzo 2015 i corpi di Teresa, 30 anni, e Trifone, 29, furono trovati senza vita in auto nel parcheggio vicino al palazzetto dello Sport, freddati con quattro colpi di un vecchio modello di Beretta 7,65 alla testa. Un’esecuzione compiuta da un solo killer. Da allora le indagini si sono concentrate sul commilitone del ragazzo, Giosuè Ruotolo che nel corso di questi sei mesi è stato ripetutamente sentito dagli investigatori, fino all’iscrizione nel registro della fidanzata Rosaria.