Tanti e tanti anni fa, in una galassia lontana lontana, il giovane cavaliere Jedi Filippo Skywalker Sensi cedette alle lusinghe del Lato Oscuro della Forza; così assunse il nuovo nome di Darth Nomfup (“not my fucking problem”, non è un mio fottuto problema) indossando quella caratteristica struttura piramidale in plexiglas e gomma che trasformò il suo incedere in trottolio robotico di ultima generazione.

Fu davvero un brutto colpo per i compagni della Resistenza contro il regime imperiale, asserragliati tra le pagine di Moralità Provvisoria, la news milanese del Centro Gobetti diretta dall’allora capo guerriero Andrea Riscassi (oggi Tg3) e realizzata da una pattuglia di fedeli al repubblicanesimo democratico: la futura sindaco di Barcellona Ada Colau, un ragazzino di nome Ferruccio Sansa, il già allora senescente sottoscritto, qualche Ewok e poche altre teste calde.

Fino a quel momento non c’era stato numero della news a cui Filippo Skywalker non facesse arrivare da Roma i suoi contributi battaglieri, distillati da letture indefesse dei testi di Norberto Kenobi e Yoda Calamandrei. Sempre in linea con l’impegno di tutelare l’equilibrio benigno nella Forza.

Ancora ci si ricorda, esattamente vent’anni fa, quando accorse in difesa di Giuseppe Dossetti, in polemica con l’infame conte Ernesto Dooku della Loggia che muoveva al vecchio monaco l’accusa di “giacobinismo cattolico”, trovando nobili parole ispirate da un alto liberalismo nonviolento alla Aldo Capitini.

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Perché era questo il sentire del giovane Jedi. Poi trasformato in una macchina guerresca da frequentazioni che gradatamente ne avevano sconvolto la mente, stravolgendone l’identità. Prima la scuola di cinismo alla corte del pannelliano-papista Francesco Rutelli, issato sul supremo scranno in Campidoglio, da cui era stato ingaggiato con l’incarico di creare perturbazioni nei flussi mediatici capitolini (tradotto: per fargli da addetto stampa); poi un passaggio inaridente nella desolazione del pianeta cartaceo l’Europa, l’esilio in un mondo virtuale abitato da strani esseri floreali (Margheriti) perennemente alla ricerca di sponsor; per raggiungere l’ultimo stadio dell’iniziazione all’opportunismo mortifero del “vai tranquillo”, approdando alla corte dei Sith di Giglio Magico: la confraternita del grembiule impegnata a restaurare ancora una volta l’ordine imperiale da regime di Prima Repubblica.

In questo interminabile condizionamento che prosciuga i sentimenti, molti sostengono che ormai Darth Sensi abbia smarrito ogni tratto di umanità, trasformandosi definitivamente in un clone al servizio degli oscuri disegni del suo signore e maestro: la minaccia fantasma mimetizzata nei panni fighetti del sindaco di Naboo Darth Sidious Matteus Renzine; insinuante nel confondere gli orientamenti del giovane Jedi con una parlantina capace di far sembrare tutto il contrario di tutto.

Eppure qualcuno conserva ancora le nobili parole jediche del Sensi dossettiano, in quel novembre 1995: «La minaccia che mobilita la resistenza del vecchio monaco è quella del riaffacciarsi, sulla scena politica italiana, di destre palesi e occulte, determinate a una pericolosa aggressione contro la Costituzione in nome del nuovismo della cosiddetta Seconda Repubblica: una minacciosa quanto confusa ansia di cambiamento per il cambiamento che rischierebbe di produrre una rottura eversiva del Patto fondamentale su cui si è retta, tra scossoni e inquietudini, la democrazia nel nostro Paese». Rileggendole sorge un dubbio immediato: che altro sarebbe attualmente il progetto-Partito della Nazione renziano se non quanto prefigurato e criticato duramente già dal Sensi di allora?

È per questo che qualche antico difensore della Repubblica si ostina a pensare che la sua trasformazione in Darth Nomfup non sia ancora definitivamente compiuta. Che nonostante tutto qualche tratto di umanità alberghi negli anfratti della sua mente.

Ed è per questo che spera sia ancora possibile ridestare in lui il Lato Unificante della Forza; il campo energetico che tiene insieme i buoni sentimenti democratici, civili.

Prima che il Lato Oscuro e il disegno reazionario del suo maestro e signore di spregiudicatezze ridanciane non lo trasformino per sempre in un essere inanimato.